Le nostre Cantine
Luoghi, persone e territori che danno vita ai nostri vini
Le cantine che selezioniamo rappresentano l’essenza del nostro progetto: realtà spesso familiari, radicate nei loro territori e guidate da un’identità forte. Sono vignaioli che lavorano ogni giorno con passione, cura e dedizione, seguendo il vino in ogni fase — dalla vigna al calice. Ogni cantina porta con sé una storia fatta di tradizioni, gesti tramandati, scelte coraggiose e legami profondi con la terra.
Raccontiamo queste storie perché crediamo che il vino sia prima di tutto un incontro: tra chi lo produce e chi lo assaggia, tra il lavoro in vigna e l’emozione che si ritrova nel calice. Conoscere le nostre cantine significa entrare nel cuore del vino che proponiamo: autentico, artigianale e capace di esprimere il carattere unico di chi lo produce.
Le Nostre Cantine: storie, territori e identità da scoprire
La nostra selezione di cantine nasce dal desiderio di valorizzare i territori italiani e il lavoro di produttori che custodiscono tradizioni autentiche. Ogni cantina rappresenta un luogo in cui la passione per il vino diventa racconto, memoria e cultura. Nel nostro percorso dedicato alle cantine abbiamo raccolto realtà diverse, unite dallo stesso obiettivo: produrre vini identitari, capaci di esprimere l’essenza della terra da cui provengono.
Queste cantine sono gestite da famiglie, vignaioli e piccole aziende che mantengono un rapporto diretto con i loro vigneti. La nostra missione è far conoscere questi luoghi, raccontarne la storia e accompagnare gli appassionati nella scoperta di vini che nascono da un approccio artigianale. Ogni cantina ha un carattere unico, modellato da geografie, tradizioni e scelte produttive.
Produttori di vino artigianale e piccole cantine italiane
Gran parte delle nostre piccole cantine italiane lavora seguendo un modello artigianale, con attenzione ai dettagli e un forte rispetto per la natura. I produttori di vino artigianale con cui collaboriamo utilizzano pratiche sostenibili, tecniche tradizionali e vinificazioni controllate per ottenere etichette eleganti, sincere e territoriali. La loro filosofia si basa sull’autenticità: ogni vino porta con sé una storia, un’emozione e un’identità precisa.
Molti dei nostri produttori sono stati citati anche in risorse esterne autorevoli come la guida Slow Wine e la piattaforma Vinitaly, che valorizzano le eccellenze del panorama enologico italiano. Questi riferimenti consolidano il valore del lavoro svolto dalle nostre cantine e la qualità dei vini proposti.
Le Nostre Cantine da scoprire: un viaggio tra racconti e territori
Nella nostra pagina dedicata alle cantine presentiamo realtà italiane da scoprire, raccontando in modo approfondito le loro storie, i progetti e le visioni. Ogni descrizione approfondisce l’origine dell’azienda, le varietà coltivate e il rapporto tra produttore e territorio. Questo percorso narrativo aiuta l’appassionato a immergersi nel mondo del vino italiano e a costruire una conoscenza più ampia delle nostre cantine.
Per esempio, puoi scoprire una panoramica completa visitando anche la nostra sezione Le Nostre Cantine oppure esplorare la nostra selezione enologica nella pagina La Selezione, dove ogni vino è collegato alla sua cantina d’origine. Questi collegamenti interni aiutano a orientarsi tra i prodotti e a comprendere la personalità di ogni bottiglia.
Storie di cantine e vini che raccontano identità
Le nostre storie di cantine sono fatte di tradizione, famiglia e passione. Ogni cantina è un luogo in cui il vino nasce, vive e si racconta attraverso le persone che lo producono. Parliamo di vignaioli che seguono direttamente le fasi del ciclo produttivo: dalla potatura alla vendemmia, dalla fermentazione all’affinamento. Grazie a questa cura costante, i loro vini acquisiscono un’identità chiara e riconoscibile.
Le nostre cantine presenti nel nostro progetto rappresentano un insieme di valori: attenzione alla qualità, rispetto della natura, sensibilità verso il territorio e passione per il vino. I loro racconti diventano parte integrante dell’esperienza di degustazione. Per chi desidera approfondire, proponiamo anche percorsi personalizzati nella sezione Consulenza Vino, dove il nostro sommelier aiuta a scegliere vini provenienti dalle migliori cantine italiane.
Cantine italiane e terroir da valorizzare
Le cantine italiane selezionate con cura sono distribuite in regioni dalle caratteristiche uniche: colline, alture, aree vulcaniche, zone lacustri e territori calcarei che influenzano profondamente lo stile dei vini. Riconoscere questi terroir significa comprendere meglio l’identità del vino italiano e le differenze che rendono speciali le nostre cantine.
Grazie alle nostre cantine puoi esplorare vini prodotti in aree come Piemonte, Lombardia, Veneto, Alto Adige e Sicilia. Ogni zona ha peculiarità ben definite che si riflettono nella struttura, nei profumi e nella longevità dei vini. Il nostro obiettivo è far emergere queste differenze, affinché chi degusta possa percepire il legame autentico tra vino e territorio.
Conclusione
Le nostre cantine rappresentano un viaggio nel cuore dell’Italia del vino. Sono luoghi dove tradizione, lavoro artigianale e identità si incontrano per dare vita a bottiglie uniche. Attraverso la nostra selezione, i link interni e le risorse esterne, offriamo un percorso completo per chi desidera conoscere e apprezzare il valore delle cantine italiane. Questa pagina è il punto di partenza ideale per scoprire, approfondire e vivere il mondo del vino attraverso le storie dei migliori produttori italiani.
Tenuta Pampinus
Tenuta Pampinus: tradizione familiare e vini vulcanici dei Campi Flegrei
Tenuta Pampinus è una cantina familiare di Monte di Procida, affacciata sul Golfo di Napoli, nel cuore dei Campi Flegrei. La sua produzione valorizza vitigni campani, terreni vulcanici e una tradizione agricola tramandata attraverso quattro generazioni.
Quattro generazioni di tradizione vitivinicola
La storia di Tenuta Pampinus è legata alla famiglia Esposito, che da generazioni si dedica alla viticoltura. Oggi Vincenzo Esposito prosegue questa esperienza, mantenendo vivo il rapporto con il territorio. Il nome Pampinus richiama il pampino, la foglia della vite, simbolo del legame tra agricoltura e identità familiare.
I vigneti vulcanici dei Campi Flegrei
La proprietà comprende circa sei ettari di vigneti a Monte di Procida, nella zona dei Campi Flegrei. I terreni sabbiosi di origine vulcanica, il clima mediterraneo e la vicinanza del mare caratterizzano un ambiente viticolo particolare.
Le brezze marine favoriscono la ventilazione dei vigneti, mentre le differenti esposizioni contribuiscono alla maturazione delle uve. La produzione valorizza Falanghina, Piedirosso, Aglianico, Fiano e Greco, varietà rappresentative della tradizione campana.
La filosofia produttiva: valorizzare le uve e preservare il territorio
La filosofia di Tenuta Pampinus nasce dalla volontà di mantenere riconoscibile l'identità dei vitigni, attraverso una produzione che privilegia equilibrio, precisione e rispetto della materia prima.
Il lavoro in vigneto è fondamentale per ottenere uve sane e maturazioni adeguate. La selezione dei grappoli e l'attenzione ai tempi della raccolta permettono di preservare le caratteristiche aromatiche delle diverse varietà, evitando di ricercare uno stile uniforme.
Per la Falanghina, la vendemmia manuale e la vinificazione in bianco consentono di valorizzare freschezza e profumi varietali. L'affinamento in acciaio per circa sei mesi, documentato per Pàtera e Acquae Cumanae Falanghina, accompagna l'evoluzione del vino senza introdurre aromi del legno.
Il Piedirosso rappresenta invece il carattere più delicato dei rossi flegrei, con un profilo fruttato e una struttura generalmente agile. L'Aglianico offre un'interpretazione più intensa, nella quale corpo e componente tannica assumono maggiore importanza.
La presenza di Fiano e Greco amplia la gamma dei bianchi, mostrando differenti espressioni della viticoltura campana. La collaborazione con l'enologo Raffaele Noviello contribuisce alla definizione di uno stile attento alla qualità e alla riconoscibilità dei vini.
I vini rappresentativi di Tenuta Pampinus
La Pàtera Falanghina DOP esprime il carattere mediterraneo dei Campi Flegrei attraverso freschezza, sapidità e note agrumate.
L'Acquae Cumanae Falanghina IGP propone un'interpretazione immediata e fragrante dello stesso vitigno.
Le altre etichette, tra cui Cyatus Piedirosso e Masaudo Aglianico, completano una selezione che racconta la varietà dei vini campani.
Spedizione diretta dalla cantina
I vini vengono spediti direttamente dalla sede aziendale. È richiesto un ordine minimo di 6 bottiglie, anche assortite.
Domaine Verret
Domaine Verret: storia familiare e identità della Borgogna settentrionale
Nel nord della Borgogna, tra i vigneti dell'Yonne e le colline che conducono verso Chablis, il Domaine Verret custodisce una lunga storia di viticoltura familiare. Le sue origini risalgono alla metà del XVIII secolo, in un territorio dove la coltivazione della vite affonda le radici nell'antichità e continua a rappresentare un elemento fondamentale della cultura locale.
Le origini: una famiglia attraverso i secoli
La storia della famiglia Verret prende forma intorno al 1750, attraversando generazioni di vignaioli e profonde trasformazioni del paesaggio borgognone. Nei pressi di Escolives-Sainte-Camille, le testimonianze archeologiche ricordano la presenza della viticoltura già in epoca romana, mentre il vitigno César conserva un legame particolare con la tradizione dei vini di Irancy.
Nel XIX secolo l'Yonne era uno dei grandi territori viticoli francesi, con oltre 40.000 ettari coltivati a vite. La fillossera e, successivamente, le guerre mondiali modificarono radicalmente questo patrimonio. La famiglia Verret ha attraversato questi cambiamenti mantenendo vivo il proprio legame con la terra.
Dal 1956 a oggi: la crescita del Domaine
Un passaggio decisivo arriva nel 1956, quando Georges e Josiane Verret iniziano a imbottigliare direttamente i propri vini, rafforzando l'identità indipendente dell'azienda.
Nel corso dei decenni il Domaine si sviluppa fino a raggiungere circa 60 ettari di vigneti, distribuiti in un territorio ricco di sfumature geologiche e climatiche. La dimensione raggiunta permette di valorizzare differenti denominazioni, mantenendo una forte continuità con la storia familiare.
Saint-Bris-le-Vineux e i terroir dell'Yonne
Uno dei territori di riferimento è Saint-Bris-le-Vineux (Yonne – Borgogna settentrionale), vicino ad Auxerre e Chablis. Qui i terreni calcarei e le marne di origine giurassica, insieme al clima fresco, favoriscono maturazioni progressive e vini caratterizzati da freschezza, precisione ed equilibrio.
La vicinanza tra territori differenti permette di comprendere la ricchezza della Borgogna settentrionale, dove ogni denominazione esprime una propria personalità attraverso la combinazione di suolo, esposizione e varietà coltivate.
I vitigni della tradizione borgognona
Tra le varietà più rappresentative troviamo il Pinot Nero, protagonista dei grandi rossi borgognoni e capace di offrire eleganza anche nella produzione spumantistica, e lo Chardonnay, fondamentale per l'identità dei bianchi della regione.
Il Sauvignon caratterizza invece la denominazione Saint-Bris, mentre il César conserva un ruolo storico nella produzione dei rossi di Irancy, dove può affiancare il Pinot Nero.
Lo stile Verret: autenticità e precisione
La filosofia del Domaine privilegia la valorizzazione delle caratteristiche delle uve e dei singoli territori. Il lavoro in vigneto e le scelte di vinificazione sono orientati alla ricerca di vini riconoscibili, nei quali freschezza, equilibrio e identità territoriale prevalgono sugli eccessi di concentrazione.
Il vino rappresentativo del Domaine Verret
Tra i vini selezionati da I Sapori DiVini troviamo il Crémant de Bourgogne Pinot Noir Brut, uno spumante Metodo Classico ottenuto da Pinot Nero in purezza. L'affinamento di 60 mesi sui lieviti dona complessità aromatica, finezza del perlage e una struttura elegante, sostenuta dalla freschezza tipica dell'Yonne.
Un vino che racconta la continuità della famiglia Verret e la capacità della Borgogna settentrionale di esprimersi anche attraverso bollicine di grande personalità.
Vigna Petrussa
Vigna Petrussa: tre generazioni di donne e vini identitari del Friuli
Vigna Petrussa è una cantina familiare di Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, dove tre generazioni di donne hanno costruito un progetto dedicato alla valorizzazione del territorio, dei vitigni autoctoni e di una viticoltura attenta all'ambiente. Lo Schioppettino rappresenta il cuore di questa identità.
Giuseppina, Hilde e Francesca: una storia tutta al femminile
La storia moderna della cantina comincia con Giuseppina, che assume la guida dell'attività familiare in un settore allora prevalentemente maschile. Nel 1995 sua figlia Hilde Petrussa sceglie di dedicarsi completamente all'azienda, rinnovando i vigneti e recuperando il valore dello Schioppettino. Oggi Francesca Mecchia rappresenta la terza generazione, portando nuove idee senza interrompere il legame con la tradizione.
Prepotto e i suoli di ponca dei Colli Orientali
I vigneti si trovano ad Albana di Prepotto, nella zona di Prepotto – Colli Friuli Orientali, vicino al confine sloveno. I terreni sono caratterizzati dalla ponca, un'alternanza di marne e arenarie che favorisce drenaggio e identità territoriale.
La produzione di Vigna Petrussa si distingue per la valorizzazione dei vitigni autoctoni friulani, con particolare attenzione allo Schioppettino, simbolo della cantina e del territorio di Prepotto. Accanto a questo vitigno trovano spazio il Refosco dal Peduncolo Rosso, espressione della tradizione dei rossi friulani, e il Friulano, rappresentativo della produzione bianchista. Completano la selezione il Sauvignon e il Cabernet Franc, che contribuiscono alla varietà e alla personalità dei vini aziendali.
La filosofia produttiva: biodiversità, fermentazioni spontanee e pazienza
La filosofia di Vigna Petrussa nasce dal rispetto della vite e dalla volontà di preservare il carattere naturale delle uve. Hilde ha introdotto nuovi impianti a guyot, aumentato la densità delle piante e favorito l'inerbimento dei vigneti, prestando attenzione alla vitalità dei suoli.
Particolare importanza viene attribuita alla riduzione delle rese, attraverso il diradamento dei grappoli e la selezione delle uve. La vendemmia manuale in cassette permette di raccogliere i frutti al momento della maturazione desiderata.
Per lo Schioppettino, la cantina utilizza lieviti indigeni, anche attraverso pied de cuve preparati con uve proprie. Le macerazioni sulle bucce prevedono rimontaggi e délestage, tecniche che favoriscono l'estrazione controllata delle componenti aromatiche e tanniche.
Gli affinamenti variano secondo il vino: lo Schioppettino di Prepotto matura 24 mesi in legno e 12 in bottiglia, mentre la Riserva raggiunge 36 mesi in legno e altri 12 in bottiglia. Per i bianchi si alternano vinificazioni in acciaio e affinamenti in legno, rispettando le caratteristiche delle singole varietà.
I vini rappresentativi di Vigna Petrussa
Lo Schioppettino di Prepotto esprime eleganza, profondità e tipiche note speziate.
Lo Schioppettino di Prepotto Riserva rappresenta l'interpretazione più complessa e longeva del vitigno.
Il Richenza IGT Venezia Giulia racconta invece la tradizione dei bianchi friulani attraverso un assemblaggio di varietà e un affinamento articolato.
Spedizione diretta dalla cantina
I vini vengono spediti direttamente dalla sede aziendale. È richiesto un ordine minimo di 6 bottiglie, anche assortite.
Champagne De Lozey
Champagne De Lozey: cinque generazioni di tradizione familiare nella Côte des Bar
Nel cuore della Champagne meridionale, a Celles-sur-Ource, la Maison Champagne De Lozey custodisce una tradizione vitivinicola familiare che affonda le radici alla fine del XIX secolo. Una storia di passione, esperienza e continuità, nella quale il rispetto della terra e la ricerca della qualità hanno contribuito a definire uno stile artigianale autentico e riconoscibile.
Una storia familiare attraverso cinque generazioni
Le origini della maison sono legate alla famiglia Cheurlin e a Raymond Cheurlin, figura fondamentale nella trasmissione delle conoscenze vitivinicole. Oggi Philippe rappresenta la quinta generazione, proseguendo un percorso nel quale tradizione e sensibilità contemporanea convivono.
La filosofia familiare è racchiusa in un'espressione significativa: “Non vendiamo Champagne, lo alleviamo”. Una dichiarazione che racconta il valore attribuito al tempo, alla cura quotidiana e alla volontà di accompagnare ogni cuvée nella propria evoluzione.
Celles-sur-Ource e il terroir della Côte des Bar
I vigneti si trovano nella zona di Celles-sur-Ource, Côte des Bar, territorio collinare del dipartimento dell'Aube caratterizzato da suoli argilloso-calcarei di origine kimmeridgiana. Questa zona, geologicamente vicina alla Borgogna settentrionale, offre condizioni particolarmente favorevoli alla maturazione delle uve, contribuendo alla produzione di Champagne eleganti, strutturati e dalla marcata identità territoriale.
Il Pinot Nero rappresenta uno dei protagonisti della produzione, affiancato dallo Chardonnay, che apporta freschezza e finezza, e dal Pinot Bianco, varietà meno diffusa nella Champagne e valorizzata dalla maison attraverso una cuvée dedicata.
Una filosofia artigianale fondata sul tempo
La produzione segue un approccio attento alle caratteristiche delle uve e alle differenti possibilità espressive dei vigneti. La vinificazione e gli affinamenti sono interpretati come strumenti per valorizzare il terroir, senza ricercare uno stile uniforme.
Particolare importanza viene attribuita alla maturazione sui lieviti, che in alcune cuvée si protrae per molti anni, contribuendo allo sviluppo di complessità aromatica, profondità gustativa e finezza del perlage. Accanto alle interpretazioni più tradizionali trovano spazio vinificazioni in legno e Champagne dal dosaggio contenuto.
Gli Champagne rappresentativi della Maison De Lozey
Tra le etichette più significative troviamo lo Champagne Blanc de Blancs sous bois, interpretazione dello Chardonnay affinata in legno, capace di coniugare freschezza, struttura e complessità.
Lo Champagne Rosé de Saignée, ottenuto da Pinot Nero in purezza, esprime un carattere intenso e vinoso, arricchito da sei anni di affinamento sui lieviti.
Il Champagne Vintage 2009 Extra Brut, assemblaggio di Pinot Nero e Chardonnay, rappresenta invece la vocazione della maison ai lunghi affinamenti, con almeno 120 mesi sui lieviti.
Tre espressioni differenti che raccontano l'identità della famiglia Cheurlin e il carattere autentico della Côte des Bar.
Inalto
Inalto: la visione di Adolfo De Cecco e l'eleganza dei vini d'altura
Inalto è il progetto vitivinicolo fondato nel 2018 da Adolfo De Cecco, nato dal desiderio di produrre vini capaci di esprimere eleganza, profondità e identità attraverso i vitigni tradizionali abruzzesi. Una cantina giovane, costruita intorno a una visione precisa: ricercare nei vigneti d'altura le condizioni ideali per ottenere vini raffinati, equilibrati e riconoscibili.
La storia di Inalto: dalla passione alla nascita della cantina
La storia inizia nel 2015, quando Adolfo De Cecco, dopo aver approfondito la conoscenza di territori prestigiosi come Bordeaux e l'Etna, decide di dedicarsi a un progetto enologico personale. Il suo obiettivo è valorizzare le potenzialità dei vitigni abruzzesi attraverso una viticoltura attenta alla qualità e alla scelta dei vigneti.
La ricerca lo conduce a Ofena, in provincia dell'Aquila, dove individua le condizioni ideali per dare forma alla propria idea di vino. Nasce così Inalto, una realtà che unisce passione, ricerca agronomica e volontà di recuperare il patrimonio viticolo locale.
I vigneti di Ofena, Acciano e Villa Santa Lucia
La cantina ha sede a Ofena, dove si trova il principale vigneto aziendale, di circa otto ettari. Altri appezzamenti sono distribuiti tra Acciano e Villa Santa Lucia degli Abruzzi, nella zona delle Terre Aquilane.
Le vigne si trovano tra 400 e 800 metri di altitudine, su terreni differenti per composizione ed esposizione. Il progetto comprende sia nuovi impianti sia il recupero di vigneti storici, alcuni vicini al secolo di età.
La scelta delle singole parcelle è fondamentale nella filosofia di Adolfo De Cecco: ogni vigneto viene valorizzato per le proprie caratteristiche, attraverso una gestione attenta delle uve e delle rese produttive.
Montepulciano, Pecorino e Trebbiano Abruzzese
Inalto concentra la propria produzione su tre vitigni tradizionali: Montepulciano, Pecorino e Trebbiano Abruzzese.
Il Montepulciano rappresenta il cuore della produzione dei rossi, interpretato attraverso vigneti e affinamenti differenti. Pecorino e Trebbiano Abruzzese danno invece origine a bianchi nei quali la cantina ricerca freschezza, struttura ed eleganza.
Le vendemmie manuali e le vinificazioni differenziate permettono di rispettare l'identità delle uve. Anche l'impiego di acciaio e legno viene calibrato secondo le caratteristiche delle singole etichette, evitando che l'affinamento prevalga sull'espressione del vigneto.
I vini più rappresentativi di Inalto
Tra le etichette di maggiore personalità spicca il Campo Affamato Montepulciano d'Abruzzo DOC, un rosso che interpreta il Montepulciano attraverso profondità, struttura e finezza.
Il Donpé Terre Aquilane IGT Rosso valorizza un vigneto d'altura attraverso un'espressione intensa ed elegante, mentre l'Inoltre Rosso Terre Aquilane IGT nasce da una vecchia vigna situata a circa 800 metri, rappresentando una delle interpretazioni più ricercate della cantina.
Tra i bianchi, il Pecorino Terre Aquilane IGT e il Trebbiano d'Abruzzo DOC Superiore completano il racconto della filosofia produttiva di Inalto.
L'anima fine di una terra dura
La filosofia di Adolfo De Cecco si riassume nell'espressione «l'anima fine di una terra dura». È questa l'identità di Inalto: una cantina che sceglie vigneti impegnativi per produrre vini nei quali la forza del territorio si traduce in equilibrio, eleganza e personalità.
Spedizione diretta e filiera corta
I vini di Inalto vengono spediti direttamente dalla cantina, per garantirne l'integrità e valorizzare una filiera corta. Per questo motivo, l'ordine minimo richiesto è di 3 bottiglie.
Château Bardins
Château Bardins: storia, natura e grandi vini nel cuore di Pessac-Léognan
Alle porte di Bordeaux, immerso in un paesaggio di vigneti, boschi e zone umide, Château Bardins rappresenta un incontro tra storia, natura e tradizione vitivinicola. Situata a circa dieci chilometri dalla città, questa proprietà familiare custodisce un'identità profondamente legata al territorio di Pessac-Léognan, dove la viticoltura convive con un patrimonio ambientale di particolare valore.
Una storia che attraversa i secoli
Le origini di Château Bardins risalgono al 1350, testimonianza della lunga presenza della tenuta nel paesaggio bordolese. La proprietà compare anche nella cartografia storica di Pierre de Belleyme, geografo al servizio della monarchia francese nel XVIII secolo.
Attraverso i secoli, Château Bardins ha conservato il proprio carattere rurale e familiare. Oggi Stella, Christol ed Edith proseguono questa eredità, custodendo un luogo nel quale il vino non è soltanto una produzione agricola, ma anche espressione della memoria e dell'identità del territorio.
Cadaujac e il terroir di Pessac-Léognan
La tenuta si trova a Cadaujac, nella denominazione Pessac-Léognan, a sud di Bordeaux. I suoli ghiaiosi, sabbiosi e argillosi, insieme al clima temperato della Gironda, favoriscono maturazioni equilibrate e conferiscono ai vini struttura, eleganza e profondità aromatica.
Nei rossi della proprietà si incontrano tre vitigni fondamentali della tradizione bordolese: il Merlot, che apporta morbidezza e ricchezza fruttata, il Cabernet Sauvignon, responsabile di struttura e capacità evolutiva, e il Cabernet Franc, apprezzato per freschezza, finezza e precisione aromatica.
Viticoltura biologica e rispetto della biodiversità
La filosofia produttiva di Château Bardins attribuisce grande importanza alla salvaguardia dell'ambiente. La conduzione biologica dei vigneti, la cura delle lavorazioni e l'attenzione alla biodiversità riflettono la volontà di preservare l'equilibrio naturale della proprietà.
La presenza di boschi e zone umide contribuisce a definire un ecosistema nel quale la vite è parte integrante del paesaggio. Anche in cantina l'obiettivo è rispettare le caratteristiche delle uve, accompagnando i vini attraverso vinificazioni attente e affinamenti capaci di valorizzarne l'identità.
I vini rappresentativi di Château Bardins
Il Pessac-Léognan Château Bardins Rouge 2020 esprime il carattere della denominazione attraverso un assemblaggio di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, con struttura elegante, freschezza e potenziale di evoluzione.
Il Pessac-Léognan Château Bardins Rouge 2021 offre un'interpretazione più immediata e fruttata, sostenuta da tannini armoniosi e da un affinamento di dodici mesi in rovere.
Completa la selezione il Pessac-Léognan “Les Helloties”, cuvée di particolare personalità nella quale il Cabernet Franc assume un ruolo predominante, conferendo profondità, eleganza e complessità.
Un luogo da vivere e conoscere
Château Bardins è anche una destinazione enoturistica, aperta a degustazioni e momenti di scoperta. Un'occasione per conoscere da vicino una proprietà nella quale il patrimonio storico, il rispetto della natura e la cultura del vino continuano a convivere.
Le Baite
Azienda Agricola Le Baite: tradizione biologica e filosofia produttiva nel Veneto
A Basalghelle di Mansuè, nella pianura trevigiana, Azienda Agricola Le Baite rappresenta una realtà familiare che ha fatto dell'agricoltura biologica una scelta di vita. La sua identità nasce dal rispetto della natura, dalla cura dei vigneti e dalla volontà di produrre vini autentici, capaci di esprimere il carattere del territorio senza rinunciare alla propria personalità.
Una storia familiare e una scelta pionieristica
Le origini risalgono agli anni Cinquanta, quando la famiglia Baldessin iniziò a coltivare i terreni di Basalghelle. Negli anni Ottanta arrivò una svolta decisiva: abbandonare progressivamente la viticoltura convenzionale per adottare pratiche agricole rispettose dell'ambiente. Un percorso proseguito dalle generazioni successive, che ha portato Le Baite a sviluppare una produzione interamente certificata biologica.
I vigneti della pianura trevigiana
I vigneti si trovano nella Pianura Trevigiana – Mansuè (Basalghelle), tra le denominazioni Piave DOC e Prosecco Treviso DOC. I terreni alluvionali, con componenti argillose e calcaree, contribuiscono all'equilibrio e alla struttura dei vini.
La cantina valorizza varietà come Glera, Chardonnay, Verduzzo, Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carmenère e Raboso.
La filosofia produttiva: il biologico come principio fondamentale
La filosofia di Le Baite parte da una convinzione precisa: un vino di qualità nasce da un vigneto sano e da un ambiente in equilibrio. La conduzione biologica esclude l'impiego di prodotti chimici di sintesi e privilegia pratiche attente alla fertilità del terreno, alla biodiversità e alla vitalità delle piante.
La raccolta manuale permette di selezionare accuratamente le uve, rispettando le caratteristiche di ogni varietà. In cantina, le vinificazioni vengono adattate alla materia prima e all'andamento della vendemmia, evitando lavorazioni standardizzate.
Le fermentazioni, le macerazioni e gli affinamenti vengono interpretati come strumenti per valorizzare il frutto, preservandone identità e autenticità. La produzione comprende vini bianchi, rossi e spumanti, con tecniche differenti secondo le caratteristiche delle uve.
Tradizione contadina, sensibilità ambientale e ricerca della qualità costituiscono così i principi di una filosofia che privilegia l'espressione naturale del vino rispetto all'uniformità stilistica.
I vini rappresentativi di Le Baite
Il Genium Raboso Veneto IGT valorizza il carattere del Raboso attraverso una vinificazione attenta alla struttura e alla complessità.
Il 137 Carmenère Veneto IGT rappresenta un'interpretazione originale della viticoltura aziendale, mentre il Prosecco DOC Treviso Extra Dry esprime freschezza e immediatezza.
Spedizione diretta dalla cantina
I vini Le Baite vengono spediti direttamente dalla sede aziendale, valorizzando una filiera corta. È richiesto un ordine minimo di 6 bottiglie, anche assortite.
Baudouin Millet
Domaine Baudouin Millet: storia familiare e identità dello Chardonnay a Chablis
Il Domaine Baudouin Millet è una cantina familiare situata a Tonnerre, nella Borgogna settentrionale, dove la passione per la viticoltura si intreccia con una storia di trasformazione agricola e ricerca della qualità. Specializzato nella produzione di vini bianchi da Chardonnay, il domaine interpreta con precisione ed eleganza il carattere del territorio di Chablis.
Dalle origini agricole alla nascita del domaine
La storia inizia negli anni Sessanta, quando Philippe Millet si stabilisce alla Ferme de Marcault, dedicandosi alla coltivazione dei cereali. All'inizio degli anni Ottanta decide di trasformare parte dei terreni agricoli in vigneti, piantando nove ettari di Petit Chablis e acquisendo successivamente parcelle nelle denominazioni Chablis e Chablis Premier Cru Vaucoupin.
Nel 1998 entra nell'azienda il figlio Baudouin Millet, forte di una formazione commerciale e di esperienze nel settore agroalimentare. Progressivamente assume la guida della cantina, sviluppandone l'identità produttiva senza rinunciare all'eredità paterna e alla dimensione familiare.
Il territorio di Chablis e la vocazione dello Chardonnay
Il domaine coltiva circa 16 ettari distribuiti tra Petit Chablis, Chablis, Chablis Premier Cru Vaucoupin e Bourgogne Chardonnay. La zona di Chablis, caratterizzata da clima continentale e terreni calcarei, rappresenta uno dei territori più prestigiosi della Borgogna per la produzione di vini bianchi dalla marcata freschezza e mineralità.
Unico protagonista dei vigneti è lo Chardonnay, vitigno che trova nei suoli argillo-calcarei, spesso di origine kimmeridgiana, condizioni ideali per sviluppare finezza aromatica, tensione gustativa ed equilibrio.
Una filosofia produttiva fondata sulla qualità
La filosofia del Domaine Baudouin Millet si basa sulla cura delle singole parcelle e sulla volontà di ottenere uve capaci di esprimere fedelmente il territorio. Il lavoro in vigneto privilegia una gestione attenta delle risorse naturali, riconosciuta nel 2020 con la certificazione Haute Valeur Environnementale (HVE).
Come membro dei Vignerons Indépendants de France, la cantina segue direttamente le diverse fasi produttive, dalla coltivazione delle uve alla vinificazione, fino all'imbottigliamento. L'impiego di tecniche di cantina attente alla conservazione degli aromi contribuisce a definire vini dalla personalità nitida, eleganti e rispettosi delle caratteristiche varietali.
I vini rappresentativi del Domaine Baudouin Millet
Tra le etichette presenti nello Shop, il Bourgogne Chardonnay Blanc esprime il lato più immediato e armonioso della produzione, con freschezza, delicate note fruttate e piacevole versatilità gastronomica.
Il Chablis rappresenta invece l'interpretazione più territoriale della cantina: un bianco dalla spiccata freschezza, con richiami agrumati, sensazioni minerali e un finale equilibrato e persistente.
Attraverso questi vini, Baudouin Millet racconta una Borgogna autentica, dove esperienza familiare, rispetto della natura e sensibilità contemporanea convivono in ogni bottiglia.
Boasso Franco
Boasso Franco Gabutti: tre generazioni di famiglia e grandi Barolo di Serralunga d'Alba
L'Azienda Agricola Boasso Franco – Gabutti è una cantina familiare di Serralunga d'Alba che ha costruito la propria identità intorno alla coltivazione del Nebbiolo e alla valorizzazione di alcuni dei vigneti più prestigiosi della denominazione Barolo. Dalle radici contadine della famiglia Boasso fino all'attuale produzione, la cantina ha mantenuto un legame diretto con la terra, privilegiando una viticoltura attenta e uno stile enologico tradizionale, capace di esprimere le differenze tra i singoli cru.
Da Giuseppe Boasso a Franco: le origini della cantina
La storia dell'azienda prende forma negli anni Cinquanta, quando Giuseppe Boasso, rientrato dalla Seconda guerra mondiale, riprende il lavoro agricolo di famiglia. In questa prima fase, la coltivazione della vite è parte di un'attività contadina nella quale le uve vengono prevalentemente vendute ad altri produttori, mentre il vino è destinato soprattutto al consumo domestico.
È il figlio Franco Boasso a imprimere una svolta decisiva, sviluppando progressivamente la vinificazione delle proprie uve e costruendo una produzione legata ai vigneti di famiglia. Una scelta che trasforma l'attività agricola in una cantina con una propria identità, fondata sulla qualità del Nebbiolo e sulla valorizzazione delle parcelle di Serralunga d'Alba.
Oggi il percorso continua con i figli Ezio e Claudio Boasso, che portano avanti l'esperienza delle generazioni precedenti, mantenendo una gestione familiare e un rapporto diretto con il lavoro nei vigneti e in cantina.
Sette ettari di vigneti e tre grandi cru di Serralunga
La famiglia Boasso coltiva circa sette ettari di vigneti nelle Langhe, con una presenza significativa nel territorio di Serralunga d'Alba. Le caratteristiche delle singole parcelle costituiscono il punto di partenza della produzione aziendale.
Il Cru Gabutti, strettamente legato all'identità della cantina, dà origine a Barolo caratterizzati da struttura, profondità e capacità di invecchiamento.
Il Cru Lazzarito permette alla famiglia di esprimere un'altra interpretazione del Nebbiolo, contraddistinta da intensità aromatica, complessità e una trama tannica importante.
Completa questo patrimonio viticolo il Cru Margheria, dal quale nascono vini eleganti e longevi, capaci di sviluppare profondità e armonia attraverso l'affinamento.
La scelta di valorizzare separatamente questi vigneti rappresenta uno degli aspetti più significativi della filosofia Boasso: ogni Barolo deve conservare un carattere riconoscibile e raccontare la propria origine.
Il Nebbiolo e la filosofia produttiva della famiglia
Il Nebbiolo è il protagonista della produzione di Boasso Franco. La famiglia ne valorizza le caratteristiche attraverso una gestione attenta dei vigneti, la selezione delle uve e vinificazioni orientate a preservare struttura, eleganza e complessità aromatica.
La filosofia aziendale rimane legata alla tradizione enologica di Serralunga d'Alba, nella quale il tempo svolge un ruolo fondamentale. Gli affinamenti in grandi botti di rovere accompagnano la maturazione del vino, permettendo al Nebbiolo di sviluppare equilibrio e profondità senza perdere l'identità del vigneto di provenienza.
È un approccio che privilegia la riconoscibilità delle singole annate e dei diversi cru, evitando di uniformare vini nati da parcelle con caratteristiche differenti.
I vini più rappresentativi della cantina Boasso Franco
Il Barolo Gabutti DOCG rappresenta una delle etichette simbolo della famiglia, espressione del cru da cui la cantina prende parte del proprio nome. Un Barolo intenso e strutturato, caratterizzato da profondità aromatica e notevole potenziale evolutivo.
Il Barolo Lazzarito DOCG interpreta un vigneto storico di Serralunga attraverso complessità, eleganza e una trama tannica capace di evolvere con il tempo.
Il Barolo Margheria Riserva DOCG completa la selezione con un'espressione di particolare profondità, valorizzata da un lungo affinamento che ne sviluppa armonia, struttura e persistenza.
Tre interpretazioni del Nebbiolo che raccontano il percorso della famiglia Boasso, dalla tradizione agricola di Giuseppe alla produzione attuale di Ezio e Claudio, attraverso il carattere distintivo dei grandi vigneti di Serralunga d'Alba.
Giuseppe Cortese
Giuseppe Cortese: una storia familiare nel cuore del Cru Rabajà
La Cantina Giuseppe Cortese è una realtà familiare di Barbaresco che ha costruito la propria identità intorno alla coltivazione del Nebbiolo e alla valorizzazione di uno dei vigneti più prestigiosi delle Langhe: il Rabajà. Da oltre cinquant'anni, la famiglia Cortese interpreta questo territorio attraverso una viticoltura attenta, vinificazioni tradizionali e vini nei quali eleganza, equilibrio e longevità rappresentano una precisa scelta stilistica.
Giuseppe Cortese e la nascita della cantina
La storia dell'azienda prende una svolta decisiva nel 1971, quando Giuseppe Cortese sceglie di imbottigliare e commercializzare direttamente il vino ottenuto dai vigneti di famiglia, anziché limitarsi alla vendita delle uve. È l'inizio di un percorso indipendente, costruito sulla convinzione che la qualità del vino nasca innanzitutto dalla conoscenza della propria terra.
Nel corso degli anni, Giuseppe consolida la reputazione della cantina grazie soprattutto al Barbaresco Rabajà, diventato il simbolo della produzione aziendale. Oggi l'attività prosegue con il coinvolgimento della famiglia, che custodisce l'esperienza delle generazioni precedenti e mantiene una filosofia fedele alle origini.
I vigneti di famiglia e il Cru Rabajà
La proprietà comprende circa otto ettari di vigneti, situati nella zona delle Langhe (Barbaresco), con una presenza particolarmente significativa sulla collina di Rabajà.
Il prestigioso Cru Rabajà rappresenta il cuore storico e produttivo della cantina. Le esposizioni favorevoli e i terreni calcareo-argillosi contribuiscono alla maturazione del Nebbiolo, permettendo alla famiglia Cortese di ottenere vini dalla struttura raffinata, dalla complessità aromatica e dalla notevole capacità di evoluzione.
La gestione dei vigneti privilegia l'attenzione alle singole parcelle e alla qualità delle uve, nella convinzione che ogni vendemmia debba conservare le proprie caratteristiche.
Nebbiolo e Barbera: i vitigni della cantina
Il Nebbiolo è il vitigno centrale della produzione di Giuseppe Cortese. Dalle sue uve nascono il Barbaresco Rabajà, il Barbaresco DOCG e il Langhe Nebbiolo, tre interpretazioni che esprimono differenti sfumature dello stesso patrimonio viticolo.
Accanto al Nebbiolo, la cantina coltiva la Barbera, valorizzata attraverso vini nei quali freschezza, intensità del frutto e piacevolezza di beva accompagnano il carattere della varietà.
La filosofia produttiva: tradizione e rispetto del vigneto
Giuseppe Cortese ha sempre privilegiato uno stile enologico classico, nel quale la vinificazione deve accompagnare le caratteristiche delle uve senza alterarne l'identità. Il lavoro in cantina ricerca equilibrio e precisione, evitando interpretazioni eccessivamente concentrate o segnate dal legno.
Per i Barbaresco, gli affinamenti in grandi botti di rovere consentono al Nebbiolo di maturare gradualmente, sviluppando complessità e armonia senza perdere la propria impronta territoriale. È una filosofia che la famiglia continua a seguire, mantenendo riconoscibile lo stile della cantina attraverso le diverse annate.
I vini più rappresentativi di Giuseppe Cortese
Il Barbaresco Rabajà è il vino simbolo dell'azienda, espressione diretta del vigneto che ne ha segnato la storia. Un Nebbiolo di profondità, finezza e persistenza, particolarmente apprezzato per la capacità di evolvere nel tempo.
Il Barbaresco DOCG interpreta la denominazione attraverso uno stile tradizionale, elegante ed equilibrato, mentre il Langhe Nebbiolo offre una lettura più immediata del vitigno, conservandone freschezza, carattere floreale e finezza.
Queste tre etichette raccontano la continuità di una famiglia che ha scelto di costruire la propria reputazione sulla qualità dei vigneti e sulla fedeltà allo stile del grande Nebbiolo di Barbaresco.
Oltretorrente
Oltretorrente: vecchie vigne e filosofia biologica nei Colli Tortonesi
Oltretorrente è una cantina indipendente dei Colli Tortonesi, nata dalla volontà di recuperare vigneti storici e produrre vini capaci di raccontare il territorio senza artifici. Un progetto agricolo fondato sulla viticoltura biologica, sulla biodiversità e su una filosofia produttiva che privilegia autenticità, freschezza ed equilibrio.
La scelta di vita di Chiara Penati e Michele Conoscente
La cantina nasce nel 2010 dall'iniziativa di Chiara Penati e Michele Conoscente, entrambi laureati in Agraria. Dopo esperienze universitarie e professionali nel settore vitivinicolo, scelgono Paderna per costruire un progetto indipendente. Partono da pochi ettari di vecchie vigne e da una piccola cantina, sviluppando progressivamente un'azienda profondamente legata alla tradizione agricola locale.
Le vecchie vigne dei Colli Tortonesi
I vigneti si trovano nella zona dei Colli Tortonesi, sulle colline piemontesi attorno a Paderna. Le parcelle presentano esposizioni differenti e terreni prevalentemente calcareo-argillosi, con piante che in alcuni casi raggiungono un secolo di età.
La cantina valorizza il Timorasso, il Cortese, la Favorita e il Moscato tra le varietà bianche. Nei vigneti rossi predominano Barbera e Dolcetto, accompagnati da piccole quantità di Croatina, Freisa, Slarina, Ciliegiolo e altre varietà storiche.
La filosofia produttiva: preservare biodiversità e identità
La filosofia di Oltretorrente parte da una scelta precisa: salvaguardare le vecchie vigne anziché sostituirle con impianti più produttivi. La conduzione biologica privilegia la fertilità naturale dei terreni, limita gli interventi agricoli e rispetta la biodiversità presente nei vigneti.
In cantina l'approccio rimane artigianale e poco invasivo. Le fermentazioni vengono gestite rispettando le caratteristiche delle uve, con impiego di lieviti indigeni soprattutto nelle vinificazioni in rosso. Le macerazioni e gli affinamenti sono adattati alle singole varietà, evitando lavorazioni standardizzate.
Per i bianchi si privilegiano pressature soffici e maturazioni in acciaio o cemento, capaci di preservare freschezza e precisione aromatica. Il Timorasso, ad esempio, affina circa dieci mesi in cemento, mentre il Rosso prevede macerazioni prolungate e successiva maturazione nello stesso materiale.
La scelta di utilizzare acciaio, cemento e legno già utilizzato risponde alla volontà di accompagnare l'evoluzione del vino senza sovrastare il carattere delle uve. L'obiettivo non è uniformare le annate, ma conservarne le differenze.
I vini rappresentativi di Oltretorrente
Il Timorasso Colli Tortonesi esprime tensione, profondità e capacità evolutiva.
Il Rosso Colli Tortonesi valorizza Barbera, Dolcetto e varietà tradizionali attraverso freschezza e bevibilità.
Il Bianco Oltretorrente racconta invece la biodiversità delle vecchie vigne attraverso un assemblaggio di varietà piemontesi.
Alexandre Rat
Champagne Alexandre Rat: quattro generazioni di passione e tradizione a Sermiers
Champagne Alexandre Rat è una maison familiare di Sermiers Premier Cru, nella Montagne de Reims, che da quattro generazioni coltiva la vite e tramanda la passione per lo Champagne. La sua identità nasce dal lavoro della famiglia Rat, dalla conoscenza dei propri vigneti e dalla volontà di produrre cuvée capaci di esprimere autenticità, eleganza e carattere. Una realtà di dimensioni contenute, nella quale il rapporto diretto con la terra e con gli appassionati conserva un ruolo centrale.
Da Célestin ad Alexandre: quattro generazioni di storia familiare
Le origini della maison risalgono a Célestin Rat, agricoltore che coltivava la vite e produceva vino destinato principalmente al consumo familiare. Il suo lavoro rappresenta il punto di partenza di una tradizione che le generazioni successive avrebbero progressivamente trasformato in una vera attività vitivinicola.
Tra il 1964 e il 1971, André Rat amplia e sviluppa il vigneto dedicato alla produzione di Champagne, partecipando alla crescita della cooperativa vinicola di Sermiers, fondata nel 1960. È una fase importante, nella quale l'attività familiare assume una dimensione più strutturata.
Nel 1996 Alexandre Rat prende le redini dell'azienda, proseguendo il percorso iniziato dalle generazioni precedenti. Insieme alla moglie Isabelle, consolida l'identità della maison, mantenendo un approccio familiare alla produzione e all'accoglienza. Il rapporto personale con i visitatori e la condivisione della propria storia rimangono parte integrante della filosofia aziendale.
Quattro ettari e mezzo di vigneti a Sermiers Premier Cru
La famiglia Rat coltiva circa 4,5 ettari di vigneti, distribuiti in quattordici parcelle nella zona di Sermiers Premier Cru, nella Montagne de Reims.
La suddivisione in parcelle permette alla maison di seguire con attenzione le caratteristiche delle singole vigne, valorizzando le differenze di esposizione e di maturazione delle uve. I terreni prevalentemente argillo-calcarei contribuiscono a definire lo stile degli Champagne aziendali, caratterizzati da equilibrio, rotondità e ricchezza aromatica.
La dimensione contenuta della proprietà favorisce una gestione diretta del vigneto, elemento fondamentale per mantenere continuità e qualità attraverso le diverse vendemmie.
Pinot Meunier, Chardonnay e Pinot Nero: i vitigni della maison
Il Pinot Meunier occupa un ruolo centrale nella produzione di Alexandre Rat, contribuendo agli assemblaggi con morbidezza, intensità fruttata e piacevolezza espressiva.
Lo Chardonnay apporta freschezza, precisione ed eleganza, trovando una delle sue interpretazioni più significative nella cuvée Célestin. Il Pinot Nero completa il patrimonio varietale della maison, contribuendo alla struttura e alla profondità degli Champagne.
La combinazione di queste tre varietà consente alla famiglia di realizzare cuvée differenti, mantenendo uno stile riconoscibile e fedele alla propria identità produttiva.
La filosofia produttiva: rispetto del suolo e qualità delle uve
Alexandre Rat segue una filosofia orientata alla viticoltura sostenibile e alla cura delle singole parcelle. L'inerbimento dei filari, il diserbo meccanico e un'attenta gestione della vegetazione rappresentano alcune delle pratiche adottate per preservare la vitalità del terreno e accompagnare la maturazione delle uve.
L'obiettivo della famiglia è privilegiare la qualità del raccolto e conservare le caratteristiche dei vitigni. Anche il lavoro in cantina è orientato alla valorizzazione dell'espressione aromatica delle uve e alla ricerca di equilibrio negli assemblaggi.
Ne nasce uno stile che unisce la tradizione familiare a una sensibilità produttiva contemporanea, senza perdere il legame con i vigneti di Sermiers.
Gli Champagne più rappresentativi di Alexandre Rat
Lo Champagne Brut Selection Premier Cru rappresenta una delle cuvée storiche della maison, caratterizzata da freschezza, rotondità ed eleganza. È un'espressione dello stile familiare, costruita sull'equilibrio tra i vitigni coltivati.
Lo Champagne Célestin Premier Cru, Blanc de Blancs da Chardonnay, rende omaggio al capostipite della famiglia attraverso una cuvée caratterizzata da finezza, complessità ed eleganza.
Queste due cuvée raccontano il percorso della famiglia Rat, dalle prime vigne coltivate da Célestin fino al lavoro attuale di Alexandre e Isabelle, mantenendo viva una tradizione che trova nello Champagne la propria espressione.
La Passitaia
La Passitaia: la muffa nobile e l'arte dell'attesa nell'Alto Piemonte
A Barengo, nel cuore dell'Alto Piemonte, La Passitaia è una piccola realtà vitivinicola dedicata alla produzione di un vino unico, nato dall'incontro tra Erbaluce, microclima e muffa nobile. Un progetto artigianale nel quale la natura non viene forzata, ma osservata e accompagnata attraverso un processo di trasformazione lento e straordinariamente particolare.
Le origini: l'intuizione di Ernesto Gilardi
La storia nasce dall'intuizione di Ernesto Gilardi e della moglie Elisabetta Golzio, che recuperano un antico vigneto di Erbaluce sulla collina di Barengo. Affascinati dai grandi vini botritizzati francesi, riconoscono nelle particolari condizioni climatiche della proprietà l'opportunità di realizzare un vino muffato profondamente legato al territorio. Dopo anni di osservazioni e sperimentazioni, prende forma il progetto MuFii, espressione di una produzione volutamente limitata.
Il vigneto e il microclima di Barengo
Il vigneto si trova in località Strà Orba, sulla collina di MonteRegio, tra 250 e 280 metri di altitudine. Qui viene coltivato esclusivamente l'Erbaluce, vitigno autoctono piemontese dalla spiccata acidità e dalla buccia resistente, caratteristiche fondamentali per affrontare un lungo appassimento.
Le correnti fredde provenienti dall'area alpina, le nebbie mattutine e le marcate escursioni termiche creano un microclima particolare, determinante per lo sviluppo della Botrytis cinerea nella sua forma nobile.
La filosofia produttiva: rispettare i tempi della natura
La filosofia della Passitaia si fonda sull'appassimento naturale e sull'intervento misurato dell'uomo. Le uve vengono vendemmiate manualmente, selezionando grappoli sani e integri, successivamente appesi mediante catenelle alle antiche travi dei locali medievali della proprietà.
Qui rimangono per tre-cinque mesi, esposti alla ventilazione naturale e alle variazioni climatiche. In queste condizioni la muffa nobile favorisce la disidratazione degli acini, concentrando zuccheri e sostanze aromatiche. Il produttore segue attentamente questa evoluzione, rispettando un processo che non può essere completamente programmato.
La vinificazione avviene durante l'inverno, mentre la maturazione prosegue per circa dodici mesi in barrique di acacia a tostatura leggera, seguiti da almeno sei mesi di affinamento in bottiglia. Una scelta enologica che privilegia complessità, equilibrio e integrità aromatica.
MuFii: un'unica etichetta, una precisa identità
La produzione si concentra esclusivamente sul MuFii, vino dolce ottenuto da Erbaluce 100% botritizzata. Profumi di miele, frutta candita e spezie accompagnano una struttura avvolgente, sostenuta dalla naturale freschezza del vitigno.
Con una produzione di poche migliaia di bottiglie, La Passitaia interpreta il vino come espressione del tempo, della pazienza e dell'equilibrio naturale, trasformando un fenomeno biologico in una precisa scelta produttiva.
Château Hourbanon
Château Hourbanon: tradizione familiare e rinascita di un Cru Bourgeois del Médoc
Nel cuore del Médoc, a pochi chilometri da Lesparre, Château Hourbanon racconta una storia di rinascita, continuità familiare e profondo legame con il territorio bordolese. Già riconosciuta come Cru Bourgeois alla fine del XIX secolo, questa storica proprietà ha attraversato periodi di trasformazione, conservando un'identità fondata sull'eleganza dei vini e sulla valorizzazione del proprio vigneto.
La rinascita della famiglia Delayat
Una svolta decisiva arriva nel 1974, quando Rémi Delayat acquista la tenuta, allora in stato di abbandono. Con pazienza e determinazione avvia il recupero dei vigneti e degli edifici, restituendo alla proprietà la sua vocazione vitivinicola.
Dopo la sua scomparsa, la moglie Nicole Delayat prosegue il progetto familiare, preservando il lavoro intrapreso e trasmettendone i valori al figlio Hugues Delayat. Oggi è proprio Hugues a guidare Château Hourbanon, interpretando la tradizione del Médoc con spirito indipendente, attenzione alla qualità e rispetto per l'eredità ricevuta.
Il Médoc e un vigneto di tredici ettari
La proprietà si estende su 13 ettari di vigneti riuniti attorno alla tenuta, tra Lesparre-Médoc e Prignac-en-Médoc. Siamo nel territorio del Médoc, sulla riva sinistra dell'estuario della Gironda, dove i suoli ghiaiosi e argillosi e l'influenza atlantica contribuiscono alla maturazione equilibrata delle uve.
La concentrazione dei vigneti attorno alla proprietà consente un controllo diretto delle lavorazioni e delle vendemmie. Tutte le uve vengono vinificate in azienda, mantenendo un rapporto stretto tra le caratteristiche del terreno, le scelte produttive e l'identità dei vini.
I vitigni della tradizione bordolese
Gli assemblaggi di Château Hourbanon valorizzano tre varietà fondamentali del Bordeaux: il Cabernet Sauvignon, che conferisce struttura, intensità e capacità di evoluzione; il Merlot, responsabile di morbidezza e ricchezza fruttata; e il Cabernet Franc, che completa il profilo aromatico con freschezza ed eleganza.
Vinificazione tradizionale e affinamento in rovere
La filosofia enologica segue la tradizione bordolese, privilegiando equilibrio, precisione e rispetto del frutto. Le vinificazioni vengono condotte nella proprietà, mentre gli affinamenti in barrique di rovere accompagnano l'evoluzione dei vini, contribuendo ad armonizzare la trama tannica e ad arricchirne la complessità.
Lo stile si distingue per profumi di frutti rossi e neri, sfumature speziate, note boisée misurate e una struttura capace di mantenere eleganza anche dopo diversi anni di affinamento.
I vini di Château Hourbanon
Il Médoc Château Hourbanon 2017 Bio interpreta la denominazione attraverso un assemblaggio di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc. L'affinamento di dodici mesi in barrique accompagna un vino equilibrato, dai tannini levigati e dai richiami di frutta matura e spezie.
Il Médoc Château Hourbanon 2016 Bio rappresenta un'altra espressione della tenuta, legata a un'annata bordolese particolarmente apprezzata per struttura e potenziale evolutivo. Insieme, le due etichette raccontano la continuità stilistica della famiglia Delayat e l'identità di questo storico vigneto del Médoc.
Vecchie Annate
Vecchie Annate: il fascino delle bottiglie da riscoprire
Le Vecchie Annate di I Sapori DiVini rappresentano una selezione di vini provenienti da vendemmie non più correntemente distribuite, capaci di raccontare momenti particolari della storia di un territorio e dei suoi produttori. Bottiglie che si distinguono per la loro identità, per la disponibilità limitata e per l'opportunità di ritrovare espressioni ormai difficili da reperire. La selezione comprende grandi rossi italiani, spumanti di prestigio ed etichette che testimoniano la ricchezza e la varietà del patrimonio enologico.
Ogni vendemmia racconta una storia
Il carattere di un vino nasce dall'incontro tra territorio, andamento climatico e scelte produttive. Ogni vendemmia possiede caratteristiche proprie, che possono influenzare struttura, freschezza, profumi e capacità evolutiva. Le annate 2008 e 2013, ad esempio, permettono di esplorare espressioni differenti della viticoltura italiana. Una vecchia annata non è necessariamente un vino molto antico: può essere anche una vendemmia relativamente recente, non più disponibile attraverso i normali canali di distribuzione.
Grandi vini e bottiglie rappresentative
Tra le etichette più interessanti della selezione si distinguono il Sassicaia 2019 di Tenuta San Guido e il Tignanello 2019 di Marchesi Antinori, due importanti interpretazioni dell'enologia toscana. Accanto a queste troviamo il Paleo Rosso 2018 di Le Macchiole, espressione del Cabernet Franc, e il Piergiulio Sforzato di Valtellina 2013 e il Piergiulio Sforzato di Valtellina 2015 di Cantina Menegola, due differenti vendemmie di un grande rosso ottenuto da uve Nebbiolo sottoposte ad appassimento. Bottiglie diverse per provenienza e personalità, accomunate dalla possibilità di riscoprire vendemmie non più correnti.
Le annate da conoscere e valorizzare
Approfondire una vendemmia significa comprendere meglio l'evoluzione del vino e le caratteristiche che la distinguono dalle altre. Le annate 2018 e 2019 offrono interessanti occasioni di confronto tra territori, vitigni e stili produttivi. La selezione comprende anche bollicine di lunga maturazione, come il Riserva Lucrezia Etichetta Nera Extra Brut 2008 di Castello Bonomi, testimonianza di come il tempo e l'affinamento possano contribuire alla complessità di un grande vino.
Una selezione esclusiva in quantità limitate
Le Vecchie Annate sono pensate per gli appassionati che desiderano scoprire una bottiglia particolare, ritrovare una vendemmia significativa oppure scegliere un vino per un'occasione speciale. Ogni etichetta viene proposta secondo la disponibilità effettiva, spesso limitata a pochissimi esemplari. La selezione può cambiare nel tempo, offrendo nuove opportunità di scoperta. Per questo ogni bottiglia rappresenta un incontro con una storia enologica unica, da conoscere, custodire e condividere.
Domaine Paul Schneider
Domaine Paul Schneider: tradizione familiare ed eleganza nel cuore dell'Alsazia
Nel pittoresco villaggio di Eguisheim, a pochi chilometri da Colmar, il Domaine Paul Schneider custodisce una delle espressioni più autentiche della tradizione vitivinicola alsaziana. La cantina ha sede in un edificio storico risalente al 1663, anticamente utilizzato per la raccolta delle decime ecclesiastiche e oggi simbolo della continuità tra passato e presente.
Quattro generazioni di vigneron indépendant
La famiglia Schneider coltiva la vite da quattro generazioni, mantenendo lo spirito del vigneron indépendant: seguire direttamente il lavoro in vigneto, la vinificazione e la produzione dei propri vini. Una filosofia che valorizza l'esperienza tramandata nel tempo, senza rinunciare all'innovazione e alla precisione enologica.
Oggi il Domaine gestisce circa 14 ettari di vigneti, distribuiti nel territorio di Eguisheim, con una produzione che interpreta le diverse sfumature della denominazione Alsace AOC.
Eguisheim, i Vosgi e i grandi terroir alsaziani
I vigneti si trovano nel cuore dell'Alsazia, una regione caratterizzata da un clima relativamente caldo e asciutto, grazie alla protezione naturale dei Monti Vosgi. La varietà dei suoli, dalle componenti calcaree alle marne e alle arenarie, contribuisce alla complessità e alla personalità dei vini.
Tra i terroir più prestigiosi spicca l'Eichberg Grand Cru, situato nei pressi di Eguisheim. Le esposizioni favorevoli e i terreni complessi permettono di ottenere Riesling dalla particolare profondità aromatica, capaci di unire freschezza, struttura e longevità.
I vitigni e la valorizzazione delle singole parcelle
Il Riesling Renano rappresenta uno dei protagonisti della produzione, interpretato sia attraverso le vecchie vigne sia nei vigneti Grand Cru. La sua naturale acidità e la capacità di esprimere il suolo danno origine a vini precisi, eleganti e profondamente territoriali.
Accanto ai bianchi fermi, la tradizione spumantistica della cantina valorizza il Pinot Bianco, presente nella cuvée di Crémant, e lo Chardonnay, che contribuisce alla finezza e all'equilibrio delle bollicine.
Tradizione e precisione in cantina
Il lavoro enologico del Domaine Paul Schneider ricerca soprattutto chiarezza espressiva, freschezza ed equilibrio. L'utilizzo dell'acciaio per i Riesling permette di preservare l'identità varietale e le caratteristiche dei vigneti, mentre la produzione del Crémant d'Alsace segue il metodo tradizionale, con seconda fermentazione in bottiglia e affinamento sui lieviti.
Ogni scelta è orientata a valorizzare il patrimonio viticolo della famiglia e a offrire vini riconoscibili, capaci di raccontare Eguisheim senza artifici o eccessi.
I vini rappresentativi del Domaine Paul Schneider
Il Riesling Vieilles Vignes nasce da vecchi vigneti e si distingue per freschezza, tensione minerale e precisione aromatica.
Il Riesling Grand Cru Eichberg esprime invece la complessità di uno dei terroir più rinomati di Eguisheim, attraverso profondità, eleganza e persistenza.
Completa la selezione il Crémant d'Alsace Brut, ottenuto da Pinot Blanc (Auxerrois) e Chardonnay, con un affinamento di circa 18 mesi sui lieviti che ne valorizza la finezza del perlage e la freschezza.
Tre interpretazioni differenti, accomunate dalla stessa identità familiare e dal desiderio di raccontare con autenticità il territorio alsaziano.
Tenuta Santo Stasi
Tenuta Santo Stasi: tradizione familiare e vini autentici del Salento
Tenuta Santo Stasi è una realtà vitivinicola familiare del Salento, dove Rosario Epifani e Antonella Decataldo hanno trasformato il legame con la terra in un progetto dedicato alla valorizzazione dei vitigni e della cultura agricola pugliese. La loro filosofia unisce lavoro manuale, rispetto dell'ambiente e ricerca di vini autentici, capaci di raccontare il territorio.
Una storia di famiglia e ritorno alla terra
Il progetto nasce dalla volontà di Rosario di recuperare i vigneti familiari e dedicarsi all'agricoltura. Insieme ad Antonella, sceglie di valorizzare questo patrimonio attraverso una produzione indipendente. Il nome Santo Stasi richiama la contrada del primo appezzamento acquistato, simbolo di un percorso costruito con determinazione e passione.
I vigneti nel cuore del Salento
La tenuta comprende circa 10 ettari di vigneti distribuiti tra Manduria, Sava e San Marzano, nella zona del Salento. Le piante hanno età differenti, fino a circa cinquant'anni, e crescono in un ambiente mediterraneo caratterizzato da sole, ventilazione e terreni prevalentemente calcareo-argillosi.
Le varietà protagoniste sono il Primitivo, utilizzato per il rosso e il rosato, e il Fiano, destinato alla produzione del bianco.
La filosofia produttiva: rispetto della vite e identità varietale
La filosofia di Tenuta Santo Stasi parte dalla convinzione che la qualità del vino nasca soprattutto dal lavoro in vigneto. La cura delle piante segue metodi tradizionali, con particolare attenzione alla potatura, affidata a persone esperte che conoscono le caratteristiche delle diverse parcelle.
La vendemmia esclusivamente manuale permette di selezionare i grappoli e conservarne l'integrità fino alla pigiatura. Questa scelta riflette la volontà di rispettare la materia prima e valorizzare le differenze tra i vigneti.
In cantina, ogni vino segue un percorso coerente con le caratteristiche del vitigno. Il Fiano viene vinificato e affinato in acciaio, preservando freschezza, profumi fruttati e naturale espressione aromatica.
Anche il Primitivo rosato matura in acciaio, una scelta che favorisce fragranza, equilibrio e immediatezza gustativa. Il Primitivo di Manduria, invece, viene inizialmente lavorato in acciaio e successivamente affinato in legno francese e bottiglia, sviluppando struttura, morbidezza e complessità.
Queste differenti vinificazioni esprimono una filosofia precisa: adattare le tecniche alle uve, senza imporre uno stile uniforme, mantenendo riconoscibile il carattere mediterraneo del Salento.
La linea Feeling: tre interpretazioni del territorio
Il Feeling Fiano Salento IGP esprime freschezza, eleganza e piacevole sapidità.
Il Feeling Rosato Primitivo Salento IGP valorizza il lato più fragrante e delicato del Primitivo.
Il Feeling Primitivo di Manduria DOP interpreta invece il territorio attraverso intensità, struttura ed eleganza.
Spedizione diretta dalla cantina
I vini vengono spediti direttamente dalla sede aziendale, valorizzando una filiera corta. È richiesto un ordine minimo di 3 bottiglie, anche assortite.
Domaine Ninot
Domaine Ninot: tradizione familiare e viticoltura biologica nel cuore di Rully
Nel cuore della Côte Chalonnaise, in Borgogna, il Domaine Ninot rappresenta una storia di continuità familiare, passione per la viticoltura e profondo rispetto del territorio. Radicata nel villaggio di Rully, la famiglia Ninot custodisce una tradizione che risale al XIV secolo, tramandando nel tempo conoscenze, sensibilità e un rapporto privilegiato con i vigneti.
Una famiglia legata alla Borgogna da generazioni
La storia del Domaine si intreccia con quella di Rully, denominazione della Borgogna meridionale conosciuta per la finezza dei suoi vini bianchi e rossi. Nel corso delle generazioni, la famiglia Ninot ha contribuito a preservare il patrimonio vitivinicolo locale, mantenendo una produzione legata all'identità delle singole parcelle.
Oggi la proprietà è guidata da Erell e Flavien Ninot, fratello e sorella, che interpretano l'eredità familiare attraverso una visione moderna, attenta alla qualità delle uve e alla sostenibilità delle pratiche agricole.
Rully e l'identità della Côte Chalonnaise
I vigneti si sviluppano nella Côte Chalonnaise – Rully (climat Chaponnière), un paesaggio di colline e piccoli appezzamenti caratterizzato da terreni prevalentemente argilloso-calcarei. Le differenti esposizioni e altitudini contribuiscono a creare vini dalla personalità distinta, nei quali freschezza ed equilibrio accompagnano l'espressione del frutto.
Tra le parcelle più rappresentative emerge il climat Chaponnière, caratterizzato da pendii esposti a sud e sud-est, particolarmente adatti alla maturazione del Pinot Nero. La valorizzazione dei singoli climat costituisce uno degli elementi fondamentali della cultura vitivinicola borgognona.
Chardonnay e Pinot Nero: le due anime del Domaine
La produzione del Domaine Ninot si concentra su due grandi vitigni della Borgogna: lo Chardonnay, capace di esprimere freschezza, tensione minerale e delicatezza aromatica, e il Pinot Nero, apprezzato per eleganza, finezza tannica e complessità.
La conoscenza delle singole parcelle permette di valorizzare le caratteristiche di ciascun vitigno, senza ricercare concentrazione eccessiva o uniformità stilistica.
La scelta biologica e il rispetto della natura
La sostenibilità rappresenta un elemento centrale della filosofia aziendale. Nel 2020 il Domaine ha ottenuto la certificazione di Agricoltura Biologica, risultato di un percorso orientato alla tutela del suolo, alla biodiversità e all'equilibrio naturale dei vigneti.
Il lavoro coinvolge una squadra dinamica che, secondo le esigenze stagionali, può comprendere da otto a quaranta collaboratori. Ogni persona contribuisce alla cura delle vigne e alle attività di cantina, condividendo attenzione, precisione e rispetto per il territorio.
Vinificazioni misurate ed eleganza borgognona
In cantina si privilegiano vinificazioni attente e affinamenti capaci di accompagnare il vino senza coprirne l'identità. L'impiego calibrato del rovere permette di preservare freschezza e carattere varietale, valorizzando le sfumature aromatiche dei singoli vigneti.
I vini rappresentativi del Domaine Ninot
Il Rully La Barre Blanc, Chardonnay in purezza, nasce da un vigneto calcareo e affina per dodici mesi in botti di rovere, esprimendo freschezza, precisione e una piacevole mineralità.
Il Rully Chaponnière Rouge, ottenuto da Pinot Nero in purezza, interpreta invece il carattere del climat Chaponnière attraverso profumi di piccoli frutti rossi, tannini delicati e una struttura armoniosa.
Due vini che raccontano la sensibilità della famiglia Ninot e l'eleganza autentica della Borgogna.
Fiorotto
Fiorotto 1934: quattro generazioni di passione per il vino e la terra
Fiorotto 1934 è una cantina familiare di Nervesa della Battaglia, in provincia di Treviso, che da quattro generazioni unisce la produzione vinicola a una profonda vocazione agricola. La sua identità nasce dal lavoro della famiglia Fiorotto, dalla conoscenza dei propri vigneti e dalla volontà di coniugare tradizione, qualità e sostenibilità. Una storia iniziata negli anni Trenta e cresciuta mantenendo un legame diretto con la terra.
Vittorio Fiorotto e le origini della cantina
La storia aziendale comincia nel 1934, quando Vittorio Fiorotto dà avvio all'attività agricola di famiglia. Nel corso dei decenni, le generazioni successive ne raccolgono l'eredità, sviluppando progressivamente la coltivazione della vite e consolidando una realtà nella quale l'esperienza tramandata si accompagna alla ricerca di nuove soluzioni produttive.
Oggi la cantina è guidata dai fratelli Daniele, Marina e Stefano Fiorotto, quarta generazione della famiglia. Il loro lavoro prosegue il percorso iniziato da Vittorio, con una visione che considera la qualità del vino inseparabile dalla cura del vigneto e dall'equilibrio dell'intera azienda agricola.
I vigneti di famiglia tra Montello e Piave
Fiorotto coltiva circa 20 ettari di vigneti nel territorio di Nervesa della Battaglia, nella zona del Montello – Piave (Treviso). Le vigne si distribuiscono tra le colline del Montello e le aree vicine al corso del Piave, in condizioni differenti per suolo ed esposizione.
La famiglia segue direttamente le attività agricole, prestando particolare attenzione alla maturazione delle uve e alla conservazione del patrimonio viticolo. Tra i sistemi di allevamento presenti in azienda figura anche la tradizionale Bellussera, testimonianza della storia agricola del territorio.
I vitigni coltivati e la produzione della cantina
La produzione di Fiorotto comprende vini fermi e spumanti, ottenuti da varietà che la famiglia ha scelto di valorizzare nei propri vigneti.
La Glera rappresenta una delle basi della produzione spumantistica, mentre lo Chardonnay contribuisce alla realizzazione di vini e cuvée caratterizzati da equilibrio e finezza.
Il Pinot Nero viene interpretato anche attraverso spumanti rosé, mentre il Merlot esprime la vocazione della cantina per i vini rossi. Completa la selezione il Pinot Grigio, valorizzato attraverso una vinificazione attenta alla freschezza e alla struttura.
La filosofia Fiorotto: sostenibilità e biodiversità
Uno degli aspetti distintivi dell'azienda è la scelta di sviluppare una produzione agricola attenta all'ambiente. Fiorotto adotta pratiche come la raccolta manuale delle uve, l'impiego di energie rinnovabili, sistemi di irrigazione orientati al risparmio idrico e alternative naturali ai diserbanti.
Questo impegno è accompagnato dalla certificazione SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata, che riconosce l'adozione di pratiche agricole finalizzate a ridurre l'impatto ambientale.
La sostenibilità coinvolge l'intera azienda: accanto ai vigneti convivono l'allevamento di bovine Frisone, l'apicoltura e la produzione casearia. Le api presenti tra i filari rappresentano un elemento concreto della biodiversità che la famiglia cerca di preservare.
Terre del Galateo e l'ospitalità della famiglia
Con la linea Terre del Galateo, Fiorotto valorizza anche il patrimonio culturale legato a Nervesa della Battaglia e alla figura di Giovanni Della Casa, autore del celebre Galateo.
La cantina affianca alla produzione vinicola degustazioni, eventi ed esperienze enogastronomiche, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere direttamente il lavoro della famiglia e le altre attività agricole della tenuta.
I vini più rappresentativi di Fiorotto
Il Cuvée Millesimato Florimonte Brut rappresenta una delle espressioni della produzione spumantistica aziendale, con uno stile orientato alla freschezza, alla finezza e all'armonia.
Il Pinot Nero Rosé Fiorosa Brut valorizza il Pinot Nero attraverso una bollicina elegante, caratterizzata da richiami di piccoli frutti rossi.
Tra i vini fermi, il Pinot Grigio Fervère esprime struttura, freschezza ed equilibrio, mentre il Merlot Fervère racconta l'interpretazione della famiglia di un vitigno rosso attraverso eleganza, intensità aromatica e armonia.
Queste etichette rappresentano le diverse anime di Fiorotto 1934, accomunate dalla volontà di mantenere riconoscibile l'identità produttiva della famiglia.
Spedizione diretta e filiera corta
I vini di Cantina Fiorotto vengono spediti direttamente dalla loro sede, per garantirne l'integrità e valorizzare una filiera corta. Per questo motivo, l'ordine minimo richiesto è di 3 bottiglie.
Domaine Charles Frey
Domaine Charles Frey: tradizione familiare e viticoltura biodinamica in Alsazia
Nel cuore dell'Alsazia, il Domaine Charles Frey rappresenta una storia familiare costruita attorno al rispetto della terra, alla sensibilità agricola e alla ricerca di vini autentici. Una cantina indipendente che ha scelto di interpretare il territorio attraverso la biodinamica, valorizzando la vitalità dei suoli e l'espressione naturale dei vitigni.
Le origini della famiglia Frey
La storia del Domaine prende forma nel 1958, quando Charles Frey e il fratello Jean-Pierre ricevono dal padre Joseph alcuni appezzamenti di vigneto e decidono di dedicarsi alla viticoltura. Insieme alla moglie Renée, Charles sviluppa un'attività artigianale che porta alla produzione delle prime bottiglie nel 1963 e alla successiva costruzione delle cantine.
È l'inizio di un percorso fondato sul lavoro familiare, sulla conoscenza delle vigne e sulla volontà di produrre vini capaci di raccontare l'identità alsaziana.
La svolta biodinamica di Dominique Frey
Negli anni Ottanta, con l'ingresso di Dominique Frey, la proprietà intraprende una trasformazione decisiva verso la viticoltura biodinamica. Una scelta pionieristica che mette al centro la fertilità del terreno, la biodiversità e l'equilibrio della vite.
Oggi il Domaine si estende su circa 14 ettari, coltivati secondo questi principi. La terza generazione, rappresentata da Julien Frey, prosegue il progetto familiare con una visione contemporanea, senza rinunciare alla filosofia che ha reso riconoscibile la cantina.
Il territorio alsaziano e i suoi vitigni
Protetti dai Monti Vosgi, i vigneti dell'Alsazia beneficiano di un clima relativamente secco e luminoso, favorevole a maturazioni equilibrate e alla conservazione della freschezza aromatica.
Il Domaine valorizza il Riesling, elegante e minerale, e il Gewürztraminer, intenso e aromatico. Completano il patrimonio varietale il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, il Sylvaner, il Muscat e il Pinot Nero. Negli assemblaggi trova spazio anche l'Auxerrois, che contribuisce con morbidezza ed equilibrio.
Vinificazioni naturali e rispetto dell'annata
In cantina si privilegiano fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, interventi contenuti e affinamenti rispettosi della materia prima. Ogni vino nasce dall'incontro tra caratteristiche del vitigno, condizioni dell'annata e scelte enologiche essenziali.
Il risultato è uno stile caratterizzato da freschezza, precisione e vocazione gastronomica, nel quale la biodinamica diventa uno strumento per esprimere il territorio, non un semplice elemento distintivo.
I vini rappresentativi del Domaine Charles Frey
Il Les Encuvés Blanc unisce Riesling, Auxerrois e Gewürztraminer in un bianco fresco e armonioso, affinato in acciaio sulle fecce fini.
Il Les Encuvés Orange interpreta invece la tradizione dei vini bianchi macerati, privilegiando carattere aromatico e originalità espressiva.
Completa la selezione il Les Encuvés Rouge, testimonianza della versatilità produttiva della cantina e della sua attenzione alle diverse espressioni dell'Alsazia.
Pierson Cuvelier
Champagne Pierson Cuvelier: tradizione familiare e grandi terroir della Montagne de Reims
Champagne Pierson Cuvelier è una Maison familiare di Louvois, nel cuore della Champagne, dove cinque generazioni di viticoltori hanno costruito uno stile fondato sull'eleganza del Pinot Noir, sulla selezione delle uve e sulla valorizzazione dei terroir Grand Cru e Premier Cru.
Una storia familiare dal 1901
Le radici viticole della famiglia risalgono al 1864, mentre la Maison viene fondata nel 1901. Oggi François Pierson prosegue una tradizione tramandata attraverso cinque generazioni, mantenendo il controllo diretto della produzione e unendo esperienza artigianale e moderne tecniche enologiche.
I vigneti Grand Cru della Montagne de Reims
La cantina ha sede a Louvois, villaggio Grand Cru della Montagne de Reims. I vigneti sono distribuiti tra differenti comuni, tra cui Ambonnay, Bouzy, Aÿ e Louvois, offrendo esposizioni e caratteristiche dei suoli complementari.
I terreni prevalentemente gessosi, con presenza di argilla e marne, favoriscono equilibrio e maturazioni progressive. Il vitigno protagonista è il Pinot Nero, capace di conferire struttura, profondità e carattere fruttato. Lo affianca lo Chardonnay, che contribuisce con freschezza, finezza ed eleganza.
La filosofia produttiva: selezione, precisione e rispetto del territorio
La filosofia di Pierson Cuvelier parte dal lavoro attento nei vigneti e dalla selezione delle uve. La conduzione segue principi di viticoltura ragionata, con interventi calibrati secondo le necessità delle piante e attenzione alla qualità del raccolto.
La vendemmia manuale permette di preservare l'integrità dei grappoli. In cantina viene privilegiato il cuore della pressatura, la frazione del mosto destinata alle cuvée più rappresentative, ricercando precisione aromatica e armonia.
Le vinificazioni si svolgono in vasche termoregolate e, per alcune selezioni, in botti di legno. La Maison utilizza inoltre vini di riserva e assemblaggi di vendemmie differenti, una scelta fondamentale per costruire continuità stilistica senza cancellare le sfumature delle singole annate.
La rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Champenoise è seguita dalla maturazione nelle cantine scavate nel gesso. I lunghi affinamenti sui lieviti sviluppano complessità, mentre la scelta del dosaggio permette di interpretare ciascuna cuvée con un equilibrio differente.
Gli Champagne rappresentativi di Pierson Cuvelier
Lo Champagne Prestige Grand Cru, Pinot Noir in purezza, esprime struttura ed eleganza dopo tre anni di affinamento.
Lo Champagne Brut Nature Grand Cru valorizza il Pinot Noir attraverso un dosaggio zero, privilegiando purezza e precisione.
Lo Champagne Premier Cru Rosé, ottenuto mediante macerazione del Pinot Noir, rivela invece un carattere fruttato, raffinato e gastronomico.
Domaine Lazzeri
Domaine Lazzeri: l'incontro tra cultura italiana e terroir francese nel Bergerac
Nel cuore del Sud-Ovest della Francia, Domaine Lazzeri nasce dall'incontro tra due culture del vino e da un progetto profondamente personale. Il suo fondatore, Nicola Lazzeri, enologo italiano con oltre quindici anni di esperienza, ha scelto il territorio francese del Bergerac per dare forma a una propria interpretazione della viticoltura, insieme alla compagna, agronoma francese.
Una storia di esperienza, scelte e nuovi inizi
Il Domaine rappresenta il risultato di un percorso professionale e umano costruito attraverso lo studio, il lavoro e la conoscenza del vino. L'esperienza enologica di Nicola si unisce alle competenze agronomiche della compagna, dando vita a una realtà indipendente nella quale ogni scelta nasce dal confronto tra sensibilità differenti e obiettivi condivisi.
Non si tratta di riprodurre uno stile italiano in Francia, ma di costruire un'identità originale, capace di rispettare il territorio e interpretarlo con precisione, equilibrio e personalità.
Il Bergerac e il paesaggio del Périgord
La cantina si sviluppa nella zona del Bergerac, tra le colline del Périgord e i paesaggi vitivinicoli della Dordogna. I terreni calcarei e le differenti esposizioni contribuiscono a creare condizioni favorevoli alla produzione di vini dalla buona freschezza e dall'identità territoriale riconoscibile.
Il progetto mantiene una dimensione volutamente contenuta: meno di un ettaro direttamente gestito, all'interno di una proprietà più ampia interessata da un percorso di sviluppo e ristrutturazione. Una scelta che permette di seguire da vicino ogni fase della produzione, dal vigneto alla bottiglia.
I vitigni e le due anime del Domaine
La produzione valorizza sei varietà della tradizione francese. Per i rossi, il Merlot apporta morbidezza e frutto, il Cabernet Franc contribuisce con freschezza e finezza, mentre il Cabernet Sauvignon conferisce struttura e profondità.
Nei bianchi trovano spazio il Sauvignon Blanc, il Sémillon e la Muscadelle, varietà complementari che permettono di ricercare freschezza, ricchezza aromatica ed equilibrio.
Una filosofia enologica tra precisione ed eleganza
Il lavoro di Domaine Lazzeri è guidato dalla volontà di preservare l'espressione delle uve, senza privilegiare concentrazione o potenza. Le produzioni limitate consentono un'attenzione particolare alle vinificazioni e alle caratteristiche delle singole annate.
Le parole riportate sulle retroetichette, “Mes pas connaissent le chemin, mon trait le parcourt”, raccontano simbolicamente questa visione: un percorso costruito attraverso l'esperienza e un tratto personale che ne definisce la direzione.
I vini rappresentativi di Domaine Lazzeri
Il Mes Pas Bergerac AOC è un rosso ottenuto da Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon, interpretazione del territorio attraverso equilibrio, carattere fruttato ed eleganza.
Il Mon Trait Bergerac AOC nasce invece dall'assemblaggio di Sauvignon Blanc, Sémillon e Muscadelle, esprimendo la dimensione più fresca e aromatica del progetto.
Due vini differenti, accomunati dalla volontà di raccontare il Bergerac attraverso la sensibilità personale di Nicola Lazzeri.
Domaine de la Graveirette
Domaine de la Graveirette: viticoltura biodinamica e identità del Rodano meridionale
Nel cuore del Rodano meridionale, a Bédarrides, il Domaine de la Graveirette nasce dal desiderio di interpretare con autenticità uno dei territori vitivinicoli più affascinanti della Francia. Tra Orange, Avignone e Carpentras, la tenuta si inserisce in un paesaggio dominato dal Mont Ventoux, dalle Dentelles de Montmirail e dalle colline di Châteauneuf-du-Pape, dove tradizione agricola e sensibilità contemporanea convivono.
Le origini di un progetto indipendente
La storia del Domaine prende forma attraverso il percorso personale del suo fondatore, che dopo gli studi enologici a Beaune, in Borgogna, sceglie di dedicarsi alla produzione di vini capaci di raccontare il carattere del Rodano Sud.
Dopo una prima esperienza come viticoltore cooperativo, nel 2005 fonda il Domaine de la Graveirette, dando vita a un progetto indipendente basato sulla qualità delle uve, sulla conoscenza delle singole parcelle e sulla volontà di preservare l'identità del territorio.
Il terroir del Rodano meridionale
La cantina opera nella zona del Rodano meridionale, caratterizzata da un clima mediterraneo, estati calde, buona luminosità e dall'influenza del Mistral. I terreni, composti da ciottoli, sabbie e argille, offrono condizioni differenti che contribuiscono alla complessità dei vini.
Il patrimonio varietale della regione comprende il Grenache, generoso e fruttato, la Syrah, speziata e strutturata, e il Mourvèdre, capace di conferire profondità e carattere. Nelle cuvée del Domaine trovano spazio anche il Marselan e il Merlot, che contribuiscono a interpretazioni originali e contemporanee.
La scelta biologica e biodinamica
Fin dalle origini, il lavoro in vigna rappresenta il centro della filosofia produttiva. La conduzione biologica e biodinamica, certificata Demeter dal 2015, privilegia la vitalità del terreno, la biodiversità e l'equilibrio naturale delle piante.
Ogni parcella viene seguita con attenzione, indipendentemente dalla denominazione, rispettando le caratteristiche del suolo e l'andamento dell'annata. Questa visione permette di ottenere uve espressive, preservando il rapporto tra viticoltura e ambiente.
Vinificazioni rispettose e libertà espressiva
In cantina l'approccio è essenziale e poco interventista. Le vinificazioni mirano a conservare freschezza, integrità aromatica e naturale espressione del frutto, evitando lavorazioni che possano uniformare lo stile dei vini.
Accanto alla tradizione degli assemblaggi del Rodano, il Domaine interpreta le proprie cuvée con sensibilità contemporanea, ricercando equilibrio, precisione e piacevolezza gastronomica.
I vini del Domaine de la Graveirette
Il Bons Ju Rouge è un Vin de France rosso ottenuto da Grenache, Marselan, Merlot e Mourvèdre. Vinificato in acciaio, esprime un carattere mediterraneo attraverso frutto maturo, freschezza e una struttura armoniosa, senza passaggi in legno.
Il Bons Ju Blanc completa la selezione con un'interpretazione bianca della produzione aziendale, espressione della volontà di proporre vini autentici, conviviali e legati alla personalità del Rodano meridionale.
Cantina Menegola
Cantina Menegola: una storia familiare di Nebbiolo e viticoltura eroica
Cantina Menegola è una piccola realtà vitivinicola familiare di Castione Andevenno, in Valtellina, che ha costruito la propria identità intorno alla coltivazione del Nebbiolo e al rispetto della viticoltura di montagna. La produzione nasce da un lavoro attento e prevalentemente manuale, nel quale l'esperienza della famiglia, la conoscenza delle vigne e la scelta di vinificazioni poco invasive contribuiscono a creare vini eleganti, autentici e capaci di evolvere nel tempo.
La famiglia Menegola e la passione per la viticoltura
La storia della cantina è profondamente legata alla tradizione agricola della famiglia Menegola, che ha scelto di valorizzare i propri vigneti attraverso una produzione di dimensioni contenute, orientata alla qualità e alla riconoscibilità di ogni etichetta.
L'azienda coltiva circa due ettari di superficie vitata, seguiti direttamente durante le diverse fasi dell'anno. Le dimensioni ridotte consentono un rapporto ravvicinato con le singole parcelle e una gestione attenta delle piante, dalla potatura alla vendemmia.
È proprio questa dimensione familiare a rappresentare uno degli elementi distintivi della cantina: ogni vino nasce da una conoscenza diretta dei vigneti e dalla volontà di conservarne il carattere.
I vigneti terrazzati e la viticoltura eroica
Le vigne di Menegola si trovano nella Valtellina, su pendii caratterizzati da forti pendenze e terrazzamenti sostenuti da tradizionali muretti a secco. Sono condizioni che rendono complessa la meccanizzazione e richiedono un impegno costante nelle lavorazioni agricole.
La famiglia affronta questa particolare forma di viticoltura eroica privilegiando il lavoro manuale e la cura delle singole viti. La gestione dei vigneti avviene senza ricorrere ai diserbanti, con l'obiettivo di rispettare l'equilibrio del terreno e preservare la qualità delle uve.
Una parte importante della produzione proviene dalla sottozona Sassella, dove Menegola coltiva anche vigneti particolarmente vecchi, capaci di offrire uve destinate alle sue etichette più strutturate e longeve.
Il Nebbiolo Chiavennasca: protagonista della produzione
Il vitigno che definisce l'identità della cantina è il Nebbiolo, conosciuto localmente come Chiavennasca. Menegola ne valorizza le caratteristiche attraverso vini ottenuti da vigneti di età differenti, ciascuno capace di esprimere una particolare combinazione di freschezza, struttura e complessità aromatica.
La scelta di lavorare su vigne con caratteristiche diverse permette alla famiglia di proporre interpretazioni distinte del Nebbiolo, dalle espressioni più immediate fino alle selezioni destinate a lunghi affinamenti.
La filosofia produttiva: lieviti indigeni e affinamenti tradizionali
In cantina, Menegola segue una filosofia orientata al rispetto delle uve e alla valorizzazione del vigneto. Le fermentazioni con lieviti indigeni e la scelta di evitare la microfiltrazione riflettono la volontà di preservare le caratteristiche naturali del vino.
Gli affinamenti in botti di rovere francese accompagnano la maturazione del Nebbiolo, contribuendo allo sviluppo della complessità senza rinunciare all'eleganza. A questi seguono periodi di riposo in bottiglia, fondamentali soprattutto per le selezioni provenienti dalle vigne più vecchie.
Ne deriva uno stile produttivo riconoscibile, nel quale precisione, equilibrio e capacità evolutiva rappresentano il filo conduttore delle diverse etichette.
I vini più rappresentativi della Cantina Menegola
L'Orante Valtellina Superiore DOCG nasce da vigneti di circa 35 anni e rappresenta un'interpretazione del Nebbiolo caratterizzata da freschezza, profumi fruttati e tannini vivaci, con uno stile equilibrato ed espressivo.
Il Rupestre Valtellina Superiore Sassella DOCG proviene da viti di circa 65 anni e valorizza il carattere della Sassella attraverso eleganza, note floreali e una maggiore complessità aromatica.
La Riserva Valtellina Superiore Sassella Riserva DOCG rappresenta l'espressione più matura della produzione, ottenuta da vigne secolari e accompagnata da lunghi affinamenti che ne esaltano profondità, struttura e persistenza.
Tre interpretazioni del Nebbiolo che raccontano il lavoro della famiglia Menegola, la differente età dei suoi vigneti e una filosofia produttiva fondata sulla qualità delle uve e sul rispetto dei tempi del vino.
Cantina Tàia
Cantina Tàia: il progetto di Stefania Scarabelli e la passione per il Pinot Nero
Cantina Tàia nasce dalla passione di Stefania Scarabelli per il vino e dal desiderio di dare vita a un progetto personale, capace di unire ricordi familiari, sensibilità contemporanea e ricerca della qualità. Il nome stesso racchiude questa identità: Tàia era il soprannome affettuoso con cui i nonni chiamavano Stefania da bambina, associato al significato di “qualcosa di buono”. Un ricordo che diventa il simbolo di una cantina costruita intorno a valori autentici e a una precisa idea di vino.
Stefania Scarabelli: dalla passione alla nascita di Tàia
Il progetto prende forma dalla volontà di Stefania di creare vini nei quali riconoscere il proprio gusto, la propria sensibilità e un legame concreto con il territorio. Non soltanto una produzione vinicola, quindi, ma un percorso personale nel quale ogni scelta contribuisce a definire l'identità della cantina.
Fin dall'inizio, Tàia si orienta verso una produzione artigianale, privilegiando la cura delle uve, l'attenzione alle singole lavorazioni e la ricerca di uno stile elegante e riconoscibile. L'obiettivo è valorizzare le caratteristiche dei vitigni senza rinunciare alla personalità che distingue il progetto di Stefania Scarabelli.
I vigneti e la scelta dell'Oltrepò Pavese
La produzione di Tàia è legata all'Oltrepò Pavese, territorio nel quale la cantina ha individuato le condizioni adatte a sviluppare la propria interpretazione del vino.
La gestione dei vigneti presta particolare attenzione alle caratteristiche delle singole parcelle, alle esposizioni e all'andamento delle stagioni. Le vendemmie manuali in piccole cassette consentono di preservare l'integrità dei grappoli e di selezionare accuratamente le uve destinate alla vinificazione.
Questa cura rappresenta un elemento fondamentale della filosofia aziendale: ottenere la qualità attraverso il lavoro in vigna, rispettando i tempi della maturazione e le caratteristiche di ogni vendemmia.
Pinot Nero, Riesling Renano e Barbera: i vitigni di Tàia
Il vitigno centrale della produzione è il Pinot Nero, che Stefania Scarabelli ha scelto di interpretare attraverso differenti espressioni: Metodo Classico, Rosato, Rosso e Riserva. Una varietà delicata ed esigente, capace di offrire vini di grande finezza quando viene coltivata e vinificata con attenzione.
Accanto al Pinot Nero, la cantina valorizza il Riesling Renano, ricercato per freschezza, precisione aromatica e capacità espressiva, e la Barbera, che completa la produzione con un'interpretazione legata alla tradizione viticola locale.
La filosofia produttiva e la collaborazione con Nicola Biasi
La filosofia di Tàia si fonda su una vinificazione attenta e misurata, nella quale ogni intervento deve contribuire a valorizzare le caratteristiche delle uve. Le lavorazioni separate e gli affinamenti calibrati, anche attraverso l'impiego di cemento e barrique, permettono di ricercare equilibrio tra struttura, freschezza ed eleganza.
Un contributo importante arriva dalla collaborazione con l'enologo Nicola Biasi, che affianca il progetto attraverso un approccio tecnico orientato alla precisione e alla valorizzazione delle differenti espressioni del Pinot Nero.
Il risultato è una gamma di vini che riflette la visione di Stefania Scarabelli: produzioni curate, riconoscibili e caratterizzate da una personalità che privilegia finezza e armonia.
I vini più rappresentativi della Cantina Tàia
Il Metodo Classico Blanc de Noir rappresenta una delle interpretazioni più significative del Pinot Nero di Tàia. Uno spumante Dosaggio Zero nel quale freschezza, finezza delle bollicine e precisione aromatica esprimono la ricerca stilistica della cantina.
Il Pinot Nero Riserva DOC racconta il lato più complesso e strutturato della produzione, attraverso un affinamento pensato per valorizzare profondità, eleganza e capacità evolutiva.
Il Riesling Renano DOC completa la selezione con un bianco dalla spiccata freschezza, caratterizzato da precisione aromatica, equilibrio e piacevole persistenza.
Tre etichette che esprimono le differenti sfumature della produzione di Tàia, accomunate dalla visione personale di Stefania Scarabelli e dalla volontà di creare vini eleganti, autentici e riconoscibili.
Tre etichette che esprimono le differenti sfumature della produzione di Tàia, accomunate dalla visione personale di Stefania Scarabelli e dalla volontà di creare vini eleganti, autentici e riconoscibili.
Laurent Lequart
Laurent Lequart: il Pinot Meunier come firma della Vallée de la Marne
Nel cuore della Champagne, a Passy-Grigny, Laurent Lequart rappresenta una viticoltura familiare profondamente legata alla Vallée de la Marne. La maison ha costruito la propria identità attorno al Pinot Meunier, interpretato attraverso una filosofia produttiva fondata sulla precisione, sul rispetto dell'ambiente e sulla valorizzazione delle caratteristiche di ogni vigneto.
Quattro generazioni di tradizione familiare
La storia della famiglia Lequart attraversa quattro generazioni di viticoltori. Nel 1965 Claude e Maryse si stabiliscono a Passy-Grigny, consolidando un'attività che Laurent svilupperà con particolare attenzione alla sostenibilità e alla qualità delle uve. Una continuità familiare nella quale esperienza e innovazione convivono, mantenendo centrale il rapporto diretto con la terra.
I vigneti di Passy-Grigny
La proprietà comprende circa 11 ettari di vigneti nella zona di Passy-Grigny, Vallée de la Marne. I terreni argilloso-calcarei, le differenti esposizioni e la varietà geologica delle parcelle contribuiscono alla personalità degli Champagne.
Il protagonista è il Pinot Meunier, apprezzato per eleganza e ricchezza fruttata. Accanto a esso vengono coltivati lo Chardonnay e il Pinot Nero, utilizzati per valorizzare ulteriormente la diversità del territorio.
La filosofia produttiva: precisione, sostenibilità e identità
Per Laurent Lequart, produrre Champagne significa innanzitutto comprendere il comportamento del vitigno nel proprio ambiente. Ogni parcella viene seguita attentamente, dalla potatura alla vendemmia manuale, rispettando le esigenze delle piante e le caratteristiche del suolo.
Questo impegno è testimoniato dalle certificazioni Haute Valeur Environnementale (2019) e Viticulture Durable en Champagne (2020), che riconoscono l'attenzione alla biodiversità e alla gestione responsabile dei vigneti.
La vinificazione avviene presso l'Unione dei produttori di Passy-Grigny, cooperativa che permette di condividere competenze e attrezzature moderne, mantenendo una lavorazione attenta alle singole cuvée. La selezione delle parcelle, le fermentazioni in acciaio e, per alcune interpretazioni, l'impiego del legno contribuiscono a valorizzare le differenti espressioni del Meunier.
La successiva maturazione sui lieviti e la scelta del dosaggio completano una filosofia orientata all'equilibrio tra freschezza, complessità e autenticità territoriale.
Gli Champagne Laurent Lequart
Lo Champagne Brut Réserve, Pinot Meunier in purezza, esprime rotondità, freschezza e armonia, grazie anche a un affinamento di 30 mesi sui lieviti.
Lo Champagne Blanc de Meunier Brut Nature, anch'esso da Pinot Meunier 100%, privilegia precisione e tensione, con 36 mesi sui lieviti e un dosaggio particolarmente contenuto.
Due interpretazioni che raccontano la filosofia di Laurent Lequart: lasciare che il Pinot Meunier esprima pienamente il carattere della Vallée de la Marne.
Mas dei Chini
Mas dei Chini: tradizione familiare e filosofia del Metodo Classico trentino
Mas dei Chini è una realtà vitivinicola trentina che unisce una storia familiare ultracentenaria a una precisa visione enologica. Guidata da Graziano Chini, l'azienda interpreta il territorio attraverso Trentodoc e vini fermi, privilegiando freschezza, eleganza e rispetto delle caratteristiche naturali delle uve.
Una storia familiare ultracentenaria
Le origini della famiglia Chini sono legate alla Val di Non, dove l'attività agricola si tramanda da generazioni. Graziano Chini, fondatore dell'azienda nella sua forma attuale, ha trasformato questa eredità in un progetto vitivinicolo che coniuga tradizione, ricerca qualitativa e forte identità familiare.
I vigneti sulle montagne trentine
La proprietà comprende 35 ettari distribuiti in differenti areali del Trentino, tra cui la Valle dell'Adige. Il clima alpino, le escursioni termiche e i terreni ghiaiosi di origine dolomitica favoriscono maturazioni equilibrate.
Per il Metodo Classico vengono utilizzati Chardonnay e Pinot Nero. La produzione dei vini fermi valorizza inoltre Gewürztraminer, Lagrein e altre varietà presenti nei vigneti aziendali.
La filosofia produttiva: freschezza, precisione e lunghi affinamenti
La filosofia di Mas dei Chini si fonda sulla volontà di preservare l'identità delle uve e valorizzare il tempo come elemento produttivo. La scelta delle parcelle, il controllo della maturazione e la selezione delle uve costituiscono il punto di partenza per ottenere basi spumante equilibrate e ricche di freschezza.
In cantina, le basi destinate al Trentodoc vengono vinificate e affinate esclusivamente in acciaio, evitando la fermentazione malolattica. Questa scelta permette di conservare acidità, tensione e precisione aromatica, caratteristiche fondamentali dello stile aziendale.
La rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico è seguita da lunghi affinamenti sui lieviti. Già l'Inkino Brut riposa almeno 36 mesi, mentre le riserve raggiungono maturazioni superiori, sviluppando complessità senza perdere freschezza.
Anche il dosaggio contenuto o assente risponde a una scelta precisa: lasciare emergere il carattere delle uve e del territorio, senza mascherarne l'espressione naturale.
I vini rappresentativi di Mas dei Chini
L'Inkino Brut Trentodoc rappresenta lo stile della maison attraverso freschezza, finezza del perlage ed equilibrio.
Il Nature Trentodoc interpreta il Metodo Classico senza dosaggio, valorizzando tensione e purezza espressiva.
La Riserva Carlo V Trentodoc racconta invece la vocazione aziendale ai lunghi affinamenti e alla complessità.
Spedizione diretta dalla cantina
I vini vengono spediti direttamente dalla sede aziendale. È richiesto un ordine minimo di 6 bottiglie, anche assortite.
Martin Schgraffer
Martin Schgraffer: vini artigianali e filosofia naturale dell'Alto Adige
A Salorno, nella Bassa Atesina, Martin Schgraffer interpreta il vino alpino attraverso una visione personale, fondata sulla conoscenza tecnica, sulla sperimentazione e sul rispetto della natura. Il suo progetto artigianale privilegia produzioni limitate, fermentazioni spontanee e interventi essenziali, lasciando che ogni vino racconti il carattere delle uve e dell'annata.
Formazione internazionale e nascita del progetto
Martin Schgraffer ha maturato esperienza presso la cooperativa Erste + Neue, studiato viticoltura ed enologia a Geisenheim e approfondito le proprie conoscenze attraverso esperienze internazionali, anche in Oregon. Tornato in Alto Adige, ha scelto una strada indipendente, costruendo una piccola realtà produttiva nella quale competenza enologica e libertà espressiva convivono.
I vigneti della Bassa Atesina
I vigneti si trovano nella Bassa Atesina, principalmente attorno a Salorno, su terreni calcarei e argillosi. Le escursioni termiche favoriscono maturazioni equilibrate, preservando freschezza e intensità aromatica.
La produzione valorizza Chardonnay, Pinot Grigio, Schiava, Merlot, Cabernet Franc e Pinot Nero.
La filosofia produttiva: fermentazioni spontanee e minimo intervento
La filosofia di Schgraffer nasce dalla volontà di accompagnare la trasformazione dell'uva senza uniformarne il carattere. La cura diretta dei vigneti e la selezione della materia prima costituiscono il punto di partenza di una vinificazione rispettosa delle caratteristiche varietali.
In cantina vengono privilegiate fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, senza chiarifiche né filtrazioni. Macerazioni sulle bucce e affinamenti differenti permettono di interpretare ciascuna varietà secondo la propria struttura.
Lo Chardonnay, per esempio, prevede una parziale macerazione sulle bucce, seguita da maturazione in grandi botti sulle fecce e successivo riposo in acciaio. Il Maische valorizza invece il Pinot Grigio attraverso una macerazione in anfora e un lungo affinamento in legno.
Nel Soft Rosé, acciaio e legno vengono utilizzati separatamente per preservare freschezza e complessità. Sono scelte che dimostrano come il minimo intervento non significhi rinunciare alla precisione, ma adattare il lavoro alle esigenze di ogni vino.
La linea Fluch & Segen
Il Chardonnay Fluch e Segen esprime freschezza e profondità attraverso un affinamento sulle fecce.
Il Fluch e Segen Maische rappresenta l'interpretazione macerata del Pinot Grigio, mentre il Fluch e Segen Soft Rosé valorizza un assemblaggio di varietà rosse.
Spedizione diretta dalla cantina
I vini vengono spediti direttamente dalla sede produttiva. È richiesto un ordine minimo di 6 bottiglie, anche assortite.
Cantina Fontechiara
Cantina Fontechiara: una storia familiare di vini naturali nell'Alto Piemonte
Cantina Fontechiara è una realtà vitivinicola familiare di Bogogno, in provincia di Novara, che ha scelto di valorizzare il Nebbiolo e la Vespolina attraverso una produzione artigianale e rispettosa della natura. La sua identità nasce dal legame con i vigneti, dalla volontà di preservare le caratteristiche delle uve e da una filosofia che considera il vino un'espressione diretta del lavoro agricolo. Una cantina di dimensioni contenute, nella quale qualità, autenticità e sostenibilità rappresentano i principi fondamentali.
La famiglia e la nascita del progetto Fontechiara
Fontechiara nasce dalla volontà di dare continuità alla tradizione agricola familiare, trasformando la passione per la viticoltura in un progetto produttivo dalla personalità riconoscibile. Il rapporto diretto con la terra guida le scelte dell'azienda, dalla coltivazione delle viti fino alla realizzazione delle singole etichette.
La dimensione familiare permette di seguire con attenzione le diverse fasi della produzione, privilegiando la qualità delle uve e il rispetto dei tempi naturali della lavorazione. L'obiettivo non è uniformare i vini a uno stile prestabilito, ma valorizzare le caratteristiche dei vitigni coltivati e delle singole vendemmie.
I vigneti di Bogogno e il legame con l'Alto Piemonte
I vigneti della cantina si trovano a Bogogno, nella zona dell'Alto Piemonte, all'interno delle Colline Novaresi. La famiglia coltiva le proprie uve in un ambiente caratterizzato da suoli di origine morenica e da condizioni climatiche influenzate dalla vicinanza delle Alpi e dei laghi.
La gestione delle vigne è orientata alla salvaguardia dell'equilibrio naturale e alla qualità del raccolto. La conoscenza delle caratteristiche del terreno e l'attenzione alla maturazione delle uve permettono a Fontechiara di ottenere vini nei quali freschezza, precisione aromatica e identità varietale costituiscono elementi distintivi.
Nebbiolo e Vespolina: i vitigni della cantina
Il Nebbiolo è uno dei protagonisti della produzione di Fontechiara. La cantina ne valorizza la naturale eleganza, la freschezza e la complessità aromatica attraverso interpretazioni differenti, capaci di esprimere sia la piacevolezza del frutto sia la struttura tipica del vitigno.
Accanto al Nebbiolo trova spazio la Vespolina, varietà storica delle Colline Novaresi, apprezzata per i suoi profumi speziati e per la vivacità espressiva. La sua valorizzazione rappresenta una scelta importante nell'identità della cantina, che contribuisce così a preservare un patrimonio viticolo strettamente legato al territorio.
La filosofia produttiva: vini naturali e interventi misurati
Fontechiara segue una filosofia ispirata alla vinificazione naturale e poco interventista, con l'obiettivo di accompagnare la trasformazione delle uve senza comprometterne le caratteristiche originarie.
Le scelte produttive privilegiano il rispetto della materia prima e la ricerca di vini equilibrati, nei quali il carattere del Nebbiolo e della Vespolina rimanga riconoscibile. È un approccio che riflette la volontà della famiglia di proporre etichette sincere, legate al lavoro in vigneto e alle peculiarità di ogni annata.
Sostenibilità, vini vegani ed economia circolare
L'attenzione all'ambiente rappresenta un altro elemento distintivo di Fontechiara. La cantina produce vini senza utilizzare coadiuvanti di origine animale, rendendoli adatti anche a chi segue un'alimentazione vegana.
L'impegno aziendale si estende inoltre a iniziative di economia circolare, attraverso il recupero dei sottoprodotti della vinificazione e la loro valorizzazione anche nella realizzazione di prodotti cosmetici.
Queste attività testimoniano una visione nella quale la produzione del vino si inserisce in un progetto più ampio, orientato alla riduzione degli sprechi e all'utilizzo responsabile delle risorse.
I vini più rappresentativi della Cantina Fontechiara
Il Colline Novaresi DOC Nebbiolo Baloss rappresenta un'interpretazione giovane e dinamica del Nebbiolo, caratterizzata da freschezza, fragranza fruttata e piacevolezza di beva.
Il Colline Novaresi DOC Vespolina Masarà valorizza il carattere della Vespolina attraverso una struttura equilibrata, profumi speziati e una personalità aromatica riconoscibile.
Il Colline Novaresi DOC Nebbiolo completa la selezione con un'espressione più classica del vitigno, nella quale eleganza, freschezza e complessità si accompagnano a una buona capacità evolutiva.
Tre etichette che raccontano la filosofia di Fontechiara e la volontà della famiglia di valorizzare i vitigni tradizionali delle Colline Novaresi attraverso una produzione attenta e riconoscibile.
Spedizione diretta e filiera corta
I vini di Cantina Fontechiara vengono spediti direttamente dalla cantina, valorizzando una filiera corta e un rapporto diretto con il produttore. Per questo motivo, l'ordine minimo richiesto è di 6 bottiglie.
Launois Père & Fils
Launois Père & Fils: otto generazioni di Champagne Grand Cru a Le Mesnil-sur-Oger
Dal cuore della Côte des Blancs, Launois Père & Fils racconta attraverso i propri Champagne l'identità di Le Mesnil-sur-Oger, uno dei villaggi Grand Cru più prestigiosi della regione. Una maison familiare nella quale tradizione, esperienza e cura artigianale si tramandano da generazioni, con l'obiettivo di esprimere finezza, eleganza e autenticità.
Una storia di famiglia dal 1872
Fondata nel 1872 a Le Mesnil-sur-Oger, la maison custodisce un sapere vitivinicolo trasmesso attraverso otto generazioni. Oggi Séverine e Caroline Launois proseguono questa eredità, mantenendo un rapporto diretto con i vigneti e seguendo le diverse fasi della produzione. La continuità familiare rappresenta il fondamento di uno stile fedele alla tradizione champenoise e alla personalità delle uve.
I vigneti Grand Cru della Côte des Blancs
I vigneti della maison appartengono alla prestigiosa zona della Côte des Blancs, Le Mesnil-sur-Oger, territorio caratterizzato da profondi suoli gessosi, conosciuti come craie. Questi terreni favoriscono il drenaggio e contribuiscono alla freschezza e alla tensione minerale dei vini.
Protagonista assoluto è lo Chardonnay, vitigno che nei vigneti Grand Cru di Le Mesnil-sur-Oger raggiunge espressioni di particolare precisione, eleganza e longevità.
La filosofia produttiva: dalla vigna alla bottiglia
La filosofia di Launois Père & Fils si fonda sul controllo diretto dell'intero processo produttivo. Le uve vengono raccolte con attenzione nei vigneti di proprietà e pressate delicatamente nei torchi aziendali, preservando la qualità del mosto e le caratteristiche dello Chardonnay.
La maison segue internamente la vinificazione e l'elaborazione delle cuvée, privilegiando uno stile che valorizza la purezza del frutto e l'identità del terroir. La vinificazione in acciaio, adottata nelle cuvée della nostra selezione, permette di conservare freschezza, precisione aromatica ed equilibrio.
La successiva presa di spuma e maturazione sui lieviti contribuisce alla finezza del perlage e alla complessità degli Champagne. Anche il dosaggio viene interpretato come uno strumento di equilibrio, senza coprire la naturale tensione minerale dello Chardonnay.
Ogni scelta produttiva risponde così a una filosofia precisa: accompagnare il vino senza sovrastare l'espressione del Grand Cru.
Gli Champagne rappresentativi della maison
Lo Champagne Veuve Clémence Grand Cru esprime eleganza e profondità, con una struttura avvolgente e una raffinata impronta minerale.
Lo Champagne Mesnil-Quartz Grand Cru valorizza invece finezza e tensione attraverso una presa di spuma a pressione più contenuta.
Completa la selezione lo Champagne Cuvée Millésime Maxime Grand Cru 2015, interpretazione di una singola vendemmia, capace di unire complessità, freschezza e potenziale evolutivo.
Tre espressioni dello Chardonnay che raccontano la continuità familiare e la filosofia produttiva di Launois Père & Fils.
